Calcio

Supercoppa a Riyadh: una vetrina pluriennale che vale 92 milioni

L’accordo siglato lo scorso anno prevede che si svolgano in Arabia quattro edizioni nell’arco di 6 anni. Ritorno di immagine positivo per la Lega di Serie A

di Marco Bellinazzo

Supercoppa: Lazio KO, Inter in finale contro il Napoli

3' min read

3' min read

RIYADH - La prima finale della nuova Supercoppa italiana sarà tra i campioni d’Italia del Napoli e l’Inter. Allo stadio Al-Awwal di Riyhad si respirerà il clima delle grandi occasioni con 52 broadcaster internazionali che trasmetteranno il match in 185 paesi.

Dopo la fredda accoglienza di Napoli-Fiorentina , la semifinale Inter-Lazio si è giocata in un impianto gremito e festoso (in Italia peraltro le due gare hanno raggiunto ascolti record: 3,4 milioni per la prima, andata in onda su Italia 1, e 4,7 per la seconda trasmessa da Canale 5). La vittoria qui a Riyadh in Supercoppa e la finale di Champions raggiunta la scorsa stagione hanno catalizzato il tifo dei sauditi, adulti e bambini, verso i nerazzurri e anche per la finale si annuncia il sold out e uno stadio schierato soprattutto dalla parte dell’Inter.

Loading...

Per la Lega di Serie A sarà un ritorno di immagine positivo, con l’obiettivo di recuperare il gap di interesse che in quest’area ancora c’è rispetto al calcio spagnolo, guidato dalle corazzate Real Madrid e Barcellona, che ancora beneficiano dell’effetto Cristiano Ronaldo-Messi. Un gap che di tramuta anche in un differente trattamento economico.

Quattro edizioni in sei anni

Per la nuova versione della Supercup attraverso il format della Final Four, con quattro squadre coinvolte e tre gare da disputare, la Serie A incasserà 92 milioni di euro. L’accordo siglato lo scorso anno prevede che si svolgano in Arabia quattro edizioni nell’arco di 6 anni, con un principio di alternanza. Dopo quella attuale nel 2025 quindi si potrebbe restare in Italia per poi tornare a Riyadh l’anno successivo. Nello specifico, per l’edizione 2023, la Lega incassa 23 milioni. Di questi, circa 15 milioni finiranno ai club partecipanti, così suddivisi: 3,2 milioni totali alle due semifinaliste sconfitte; 4 milioni alla finalista sconfitta; 8 milioni alla vincitrice. I restanti 8 milioni poi vengono così suddivisi: 2,5 milioni vanno agli altri 16 club di Serie A; 2,5 milioni in tasse, 1 milioni in commissioni e 2 milioni restano alla Lega. Nella vecchia versione della Supercoppa con finale secca i proventi erano di circa un terzo: nell’edizione giocata nel gennaio 2023 e vinta dall’Inter sul Milan al King Saud University Stadium di Riad, infatti, complessivamente il montepremi era di circa 7,5 milioni.

Per quanto riguarda la Federazione spagnola che è proprietaria della Supercoppa iberica, l’incasso per ogni edizione è di 42 milioni. Alle due regine di Spagna vanno di diritto circa 10 milioni a testa. Altri 10 milioni vengono incassati dalla Federazione. Ulteriori 8 milioni vanno all’intermediario, la Kosmos dell’ex difensore del Barcellona e oggi imprenditore Gerard Piqué, in base a un patto che in Spagna è finito al centro di un’inchiesta per il valore esorbitante della mediazione. In questa edizione, infine, 4 milioni sono andati all’Atletico Madrid, mentre la quarta partecipante l’Osasuna si è dovuta accontentare delle briciole: 800mila euro.

La dodicesima finale disputata all’estero

Tornando al calcio italiano, la Ea Sports Supercup 2024 è la dodicesima finale che si gioca all’estero. Tra i precedenti ci sono partite disputate negli Stati Uniti, in Cina, in Libia e in Qatar. La prima volta oltralpe è stato trent’anni fa: nel 1993, al Robert Kennedy Memorial Stadium di Washington, dove il Milan sconfisse il Torino 1 a 0.

È chiaro che la presenza all’estero rappresenta una vetrina importante per molti sponsor - come EA, Puma, Panini, Frecciarossa, Mondelez, Sorare - che in questi anni hanno incrementato i loro investimenti sulla Serie A, capace nel 2023 di portare due squadre in una semifinale di Champions e tre club nelle finali Uefa (con la Roma che nel 2022 è tornata a vincere una competizione che mancava all’Italia da 13 anni). Risultati che, pur tra mille difficoltà strutturali, hanno contribuito a incrementare il valore della Serie A. Rispetto, ad esempio, al triennio 2018-2021, quando l’incasso era stato pari a 35 milioni, i cosiddetti Nav, ovvero i diritti non audiovisivi collettivi della Serie A, nel ciclo 2021-2024, hanno portato ricavi per 64 milioni, cui vanno aggiunti altri 10 milioni di diritti Nav individuali dei club, con un aumento di oltre il 90 per cento.

La strategia messa in campo da Michele Ciccarese, responsabile marketing e commerciale dal 2019 e dall’amministratore delegato Luigi De Siervo, che include nuovi format pubblicitari e l’apertura di uffici della Lega Serie A a New York e Abu Dhabi, sta danto i suoi frutti. Un viatico positivo in vista dei rinnovi, a partire dal Title sponsor del campionato Tim.

Copyright reserved ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti

Tutto mercato WEB