Tesla, svanisce a Wall Street il bonus Trump da 700 miliardi
Un’altra settimana in rosso. Multipli ancora sproporzionati mentre le vendite crollano in Europa e in Cina. Musk in politica non aiuta?
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I punti chiave
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Un’altra settimana pesante in Borsa per Tesla: il -10% delle sedute tra lunedì e venerdì sancisce ulteriormente un incredibile ciclo di rialzi post-elettorali.
In molti credevano che il legame tra il ceo Elon Musk e il presidente Donald Trump avrebbe dato ancora slancio al titolo, così come era accaduto dal giorno delle elezioni a metà dicembre, quando la casa automobilistica di Austin, Texas, si era arrampicata fino ai 1.500 miliardi di capitalizzazione, a quasi 490 dollari per azione (attualmente è attorno ai 260, -45%). Ma le aspettative non hanno retto di fronte alle crescenti incertezze sul core business: vendere automobili elettriche e innovazione.
Le azioni Tesla sono andate in rosso anche durante l’ultima seduta della settimana, prima di ritracciare, e i 700 miliardi di dollari di valore messi in cascina dopo le elezioni sono svaniti. Tutto succede dopo settimane di notizie poco rassicuranti: la caduta annuale (2024) delle vendite, per la prima volta in un decennio, la perdita di quote di mercato in Europa e Cina e il crescente timore che le incursioni politiche di Musk lo stiano distogliendo dal suo ruolo di ceo. Cosa che al tycoon è costata non poco. Musk, che possiede il 13% delle azioni Tesla, resta per distacco la persona più ricca del mondo, con un patrimonio di 330 miliardi di dollari, secondo il Bloomberg Billionaire’s Index. Ma il gruzzolo dal massimo di 486 miliardi di fine dicembre si è assottigliato di oltre 150 miliardi.
Insomma, la scommessa su una cavalcata senza fine delle azioni Tesla, grazie al ruolo politico di Musk nell’Amministrazione Trump, non sembra avere funzionato, finora.
Multipli esagerati. Che cosa servirebbe per ripartire?
Anche il contesto macroeconomico non aiuta: la speculazione che aveva spinto i mercati al rialzo si sta spegnendo sotto il peso delle preoccupazioni sulla politica commerciale statunitense e sulla crescita economica.

