La giornata dei mercati

Borse, Wall Street chiude in calo. Le trimestrali Usa non sostengono l’Europa. Tonfo del greggio

Numeri sopra le attese per Goldman Sachs, Bank of America e Citigroup. Il petrolio scende sui minimi da inizio ottobre: pesano i dubbi sulla domanda cinese e la revisione al ribasso delle stime Opec. Piazza Affari chiude in calo dello 0,3%, pesano i titoli oil. Male i tech con crollo Asml

di Chiara Di Cristofaro e Stefania Blasioli

La Borsa, gli indici del 15 ottobre 2024

4' min read

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Seduta con gli indici in ordine sparso per le Borse europee mentre Wall Street ripiega dai massimi dopo i record. Non bastano quindi le buone trimestrali arrivate dagli Stati Uniti per spingere ancora al rialzo i listini mondiali, mentre nel Vecchio Continente si inizia a concentrare l'attenzione sulla riunione della Bce in calendario giovedì, con Francoforte che dovrebbe proseguire nella riduzione del costo del denaro con un altro taglio ai tassi d'interesse. La seduta è stata segnata dalle quotazioni in picchiata del prezzo del petrolio, sulla scia delle preoccupazioni per la tenuta della domanda e dopo che secondo ricostruzioni di stampa non ci sarebbe l'intenzione da parte di Israele di colpire obiettivi petroliferi iraniani.

Sull'azionario europeo, quindi, vendite sui titoli oil e delle materie prime, che hanno appesantito i listini, ma hanno perso terreno anche i tecnologici, con il crollo di Asml (-14,4%) ad Amsterdam dopo i dati che hanno mostrato una inattesa debolezza degli ordini. Il colosso dei chip ha anche tagliato le stime delle vendite 2025.

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Le Borse oggi, 15 ottobre 2024

Wall Street ripiega dai massimi, trimestrali banche sopra le attese

Wall Street chiude in calo, con l’S&P 500 che cede lo 0,76% a 5.815,3 punti un giorno dopo aver stabilito un massimo storico per la 46esima volta quest’anno, mentre il Nasdaq perde l’1,01% a 18.315,59 punti e il Dow Jones lo 0,75% a 42.740,62 punti. Dopo i risultati di JPMorgan Chase e Wells Fargo, la scorsa settimana, anche Bank of America ha battuto le stime sebbene gli utili siano in calo. E' balzato del 45% l'utile netto di Goldman Sachs che ha raggiunto i 2,99 miliardi di dollari, profitti in calo ma oltre le stime per Citigroup, con l'aumento del costo del credito (+45% a 2,67 miliardi) compensato dalla crescita dei ricavi e dalla riduzione delle spese operative (-2% a 13,25 miliardi).

Intanto, sul fronte macro, l'indice manifatturiero Empire State di ottobre ha mostrato un'inattesa contrazione del settore, registrando un dato a -11,9 punti, dopo che in settembre si era registrato un vero e proprio balzo, in un terreno finalmente in espansione dopo nove mesi di dati negativi.

A Milano petroliferi in coda, bene le utility

A Piazza Affari come nel resto d'Europa i titoli oil scivolano in fondo al listino: -2,72% Eni, -2,54% Saipem, -1,76% Tenaris. In cima al Ftse Mib, in luce Tim (+2,07%), spinta dai conti migliori delle attese della compagnia di tlc Ericsson (+10,78%) a Stoccolma. Bene i titoli difensivi, tra cui le utility (Hera +1,83% e A2a +1,31%). Contrastato il comparto bancario, con Bpm in rialzo dell’1,74% grazie all’upgrade di Deutsche Bank, mentre terminano in rosso Mps (-1,39%) e Popolare di Sondrio (-0,83%). In coda al listino termina St (-3,17%) in scia alla debolezza del settore tech dopo il profit warning inaspettato dell'olandese Asml (-13%).

Giù Olidata (-13%) e Digital Value (-10%) con perquisizioni Gdf

Tonfo di Olidata (-13,3%) e Digital Value (-10,46%) a Piazza Affari, dopo le perquisizioni della Guardia di Finanza nelle sedi di Roma per presunte irregolarità in alcune gare d'appalto. Nel dettaglio, in base a quanto ha reso noto il Comando Provinciale di Roma, la Gdf sta indagando sull'ipotesi dei reati di corruzione e turbata libertà degli incanti nell’ambito di diverse procedure di affidamento in materia di informatica e telecomunicazioni, bandite da Sogei, dal ministero dell’Interno – Dipartimento della pubblica sicurezza, dal ministero della Difesa e dallo Stato Maggiore della Difesa. Dopo la perquisizione, le società hanno espresso fiducia nell'operato della magistratura e hanno dato piena disponibilità a collaborare alle indagini.

Petrolio in picchiata, Wti tocca minimo sotto i 70 dollari

Prezzi del greggio ancora in discesa, con il Wti che è sceso sotto i 70 dollari fino a 69,71 per poi recuperare leggermente, mentre il Brent viaggia sotto quota 74 dollari al barile. Sui corsi del greggio pesa il crescente pessimismo delle aspettative sulla domanda. L'ultimo rapporto dell'Opec prevede un rallentamento della crescita della domanda di petrolio, in particolare da parte della Cina, la cui performance economica continua a deludere nonostante le misure di stimolo recentemente annunciate da Pechino.

«Ad allentare la pressione al rialzo sui prezzi del petrolio sono state le notizie che suggerivano che la potenziale azione militare di Israele avrebbe preso di mira i siti militari iraniani piuttosto che le strutture petrolifere o nucleari», dicono gli analisti di ActivTrades. Questa notizia, sottolineano, «ha contribuito ad alleviare i timori degli operatori di una guerra su larga scala in Medio Oriente che potrebbe interrompere l'approvvigionamento globale di petrolio. In questo contesto di incertezza della domanda e di diminuzione delle preoccupazioni per un conflitto più ampio nel Golfo, i rischi per i prezzi del petrolio appaiono ora orientati al ribasso».

Euro più debole guarda alla Bce

Sul mercato valutario, l’euro si indebolisce sul dollaro a circa 1,089 (da 1,0911 alla vigilia), in vista del taglio dei tassi della Bce, mentre, il biglietto è favorito dalle scommesse su una riduzione al costo del denaro più contenutata negli Stati Uniti. Ancora in rialzo il Bitcoin, che ha superato i 67mila dollari per la prima volta da luglio.

Spread chiude in calo a 124 punti, rendimenti in calo

Chiusura in calo per lo spread tra BTp e Bund in un contesto di decisa flessione dei rendimenti sulla curva euro, in attesa del prossimo taglio della Bce nella riunione di giovedì. Lo spread scende a fine giornata a 124 punti base dai 127 dell'ultimo closing e dell'avvio di oggi. Il rendimento decennale italiano è sceso di più rispetto al Bund tedesco ed è per questo che lo spread si restringe. In particolare il rendimento del BTp decennale benchmark (Isin IT0005560948) si è attestato in chiusura al 3,46% dal 3,55% del closing di ieri; quello del Bund è sceso un po' meno, dal 2,29 al 2,23 per cento.

Scende l'inflazione in Francia, migliora la fiducia degli investitori in Germania

Sul fronte macroeconomico, in Francia l'inflazione a settembre è scesa all’1,1% in deciso rallentamento rispetto all’1,8% di agosto. In Spagna, lo scorso mese, i prezzi al consumo hanno registrato una variazione pari a -0,6% con un incremento dell'1,5% annuo (inferiore ai livelli di agosto). Nel Regno Unito il tasso di disoccupazione è sceso al 4%. In Germania, l'indice Zew evidenzia un miglioramento della fiducia degli investitori tedeschi.

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