Trade Republic: conto corrente, Iban e regime amministrato anche in Italia
La digital bank tedesca conta sulle novità per aumentare una base di clienti già superiore al mezzo milione nel nostro Paese
2' min read
I punti chiave
2' min read
Una succursale vera e propria in Italia, un nuovo conto corrente dotato di Iban italiano e la possibilità di svolgere il ruolo di sostituto di imposta attraverso l’introduzione del regime amministrato. Trade Republic si affida a queste novità per incrementare la propria attività nel nostro Paese, dove opera da tre anni e può già contare su una base di oltre mezzo milione di clienti.
Gli obiettivi del gruppo
La serie di iniziative, il cui contenuto era stato già anticipato da Il Sole 24 Ore nelle scorse settimane fa, sarà operativa a partire proprio dal 30 gennaio e renderà l’Italia il secondo mercato internazionale completamente localizzato (dopo la Francia) per la digital bank tedesca che gestisce oltre 100 miliardi di euro di asset per conto di 8 milioni di clienti in 17 Paesi europei.
L’Italia rappresenta del resto il «focus principale per il 2025» a detta di Christian Hecker, co-fondatore di Trade Republic insieme a Thomas Pischke e Marco Cancellieri, pronto anche a mettere in evidenza «l’enorme e crescente divario pensionistico» che ci caratterizza. «Grazie alla nuova succursale - aggiunge - possiamo offrire i nostri prodotti includendo funzionalità pensate per il contesto locale, rendendo fra le più competitive la nostra offerta sul mercato italiano».
Le novità in dettaglio
Oltre al nuovo conto corrente - che garantisce al momento una remunerazione del 3% lordo annuo sulla totalità dei depositi e offre agli utenti il beneficio aggiuntivo dell’1% di Saveback su ogni pagamento effettuato con carta da reinvestire direttamente nei piani di accumulo - appare sotto questo aspetto di particolare importanza l’introduzione del regime amministrato per i risparmi, prima fra le challenger bank che operano sul territorio nazionale.
Trade Republic farà infatti da sostituto d’imposta, calcolando e trattenendo automaticamente le tasse sugli investimenti e versandole per conto dei clienti: «Un vero punto di svolta per i giovani risparmiatori italiani che vogliono iniziare a costruire serenità finanziaria», sottolinea Hecker. L’obiettivo è quindi raggiungere almeno la Francia, dove il numero dei clienti della banca digitale ha da tempo già superato il milione.


