Il caso Italmondo

Tradizione familiare, gestione manageriale e visione strategica in equilibrio per il successo aziendale

L’azienda, fondata nel 1953, ha saputo adattarsi ai cambiamenti del mercato e guardare al futuro con progetti all’avanguardia, senza mai perdere di vista le proprie radici

di Luca Brambilla*

ITALMONDO

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In ambito imprenditoriale viene spesso fatta distinzione tra aziende a conduzione familiare e a gestione manageriale: le prime, caratterizzate da un forte legame emotivo e da processi decisionali agili, possono peccare in disorganizzazione e visione ristretta; le seconde, pur con maggiore organizzazione e strategie solide, rischiano un affievolimento del senso di appartenenza e della passione, peculiarità, queste, tipicamente riscontrabili nelle imprese familiari. La chiave per garantire crescita e sostenibilità è l’equilibrio tra questi modelli, con la figura dell’imprenditore-manager che va a unire visione imprenditoriale e gestione operativa.

Dall’Italia al mondo: tradizione e internazionalizzazione

Un esempio di questa sintesi vincente è Italmondo, realtà italiana operante nel settore dei trasporti e della logistica che conta 28 sedi in tutto il mondo, oltre 1500 tra dipendenti e collaboratori e un fatturato che, nel 2022, ha sfiorato i 200 milioni di euro.

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Fondata nel 1953 da Giacinto Chiesa, l’azienda beneficia dell’esperienza accumulata da quest’ultimo nel settore del trasporto merci e, in particolare, della sua profonda conoscenza delle dinamiche aziendali e della sua innata lungimiranza. Fu proprio di Chiesa l’intuizione di assegnare due autisti alle tratte più lunghe così da ridurre le pause e, di conseguenza, i tempi di viaggio.

La prima sede fu un piccolo ufficio davanti alla dogana centrale e a un distributore di benzina, così che l’azienda – in un primo momento – potesse usare il telefono del benzinaio in cambio dell’acquisto di carburante. Un classico esempio di quello che in negoziazione definiamo “scambio di valori percepiti disuguali”. Un inizio che fa sorridere, soprattutto considerando che l’attuale sede centrale occupa oltre 50.000 mq e conta 100 ribalte.

Sebbene fosse insolita per l’epoca, la scelta di denominarsi Italmondo rispecchiava appieno la filosofia aziendale: mentre la maggior parte degli imprenditori preferiva utilizzare il proprio cognome, Chiesa optò per qualcosa che evocasse un legame con l’Italia e una contestuale apertura oltre i confini nazionali.

Questo afflato internazionale si concretizzò da subito, visto che tra le prime aziende a organizzare corridoi di trasporto tra l’Italia e i Paesi Bassi, il Belgio e la Germania attraverso TIR ci fu proprio Italmondo. Che, dopo aver conquistato le strade, puntò al cielo e ai mari, iniziando a lavorare in esclusiva con compagnie aeree e navali. L’apertura delle prime filiali in America avvenne negli anni ’60 (Southampton, New York e Caracas), dimostrando che il limite di sviluppo di un’azienda coincide con il limite di visione dell’imprenditore che la guida.

Un passaggio generazionale insolito

Negli anni ’80 Giacinto Chiesa iniziò a cercare un erede, individuando in Franco Pozzi, marito di sua figlia, la figura ideale. Pur non essendo un discendente diretto Pozzi aveva lavorato per anni nell’azienda di famiglia maturando un curriculum di tutto rispetto. Se da un lato condivideva i valori fondamentali dell’impresa, dall’altro portava un approccio manageriale solido e strutturato: di fatto la combinazione ottimale per coniugare tradizione e innovazione.

È la dimostrazione che il passaggio generazionale tradizionale, quello tra consanguinei, non è l’unico possibile. Ad esempio si parla di Management Buy In (MBI) quando un manager esterno acquisisce una quota dell’azienda entrando a far parte della proprietà, o di Management Buy Out (MBO) quando un manager prende il controllo completo dell’azienda acquisendola. In questo caso si è verificato un passaggio generazionale interno alla famiglia seppur non nel solco della linea di discendenza diretta.

Come in ogni azienda familiare questo cambiamento generazionale non fu privo di contrasti, tuttavia, i confronti tra Chiesa e Pozzi furono sempre costruttivi e orientati al bene dell’azienda, grazie a una leadership strategica che metteva la responsabilità verso dipendenti, clienti e società davanti all’ego personale.

Il futuro di Italmondo

Tale approccio equilibrato si è trasmesso in modo naturale anche alla terza generazione, rappresentata da Federico e Massimo Pozzi Chiesa, entrati in azienda nel 2002 e 2008 e oggi rispettivamente Amministratore Delegato e Vicepresidente Esecutivo.

I due fratelli incarnano due elementi fondamentali per il successo di un business familiare: una solida formazione e una gavetta partita in magazzino per arrivare ai vertici seguendo un percorso tradizionale. Il risultato è una leadership che unisce l’autorità derivante dall’eredità familiare e l’autorevolezza maturata grazie agli studi e alla crescita interna.

Uno spirito innovativo che ha portato l’azienda a puntare sulla digitalizzazione attraverso nuovi progetti web: grazie a una continua sperimentazione e diversificazione i due hanno saputo cogliere opportunità come l’e-logistic, un modello in cui internet viene impiegato in modo strutturale nella gestione della catena logistica. Un processo di diversificazione e continua innovazione, alimentato dalla passione, che ha generato risultati positivi tanto per l’azienda quanto per i suoi collaboratori. È emblematica in questo senso la creazione, da parte di Federico, di Supernova Hub, acceleratore di startup dove vengono sviluppati nuovi business ad alto contenuto d’innovazione.

Un’azienda che continua a guardare al futuro con progetti che già abbracciano le potenzialità dell’Intelligenza Artificiale. Alla guida di Italmondo c’è oggi un “tridente” composto da due figli attaccanti – sebbene con ruoli dirigenziali differenti – e un fantasista, il padre Franco, che funge da contraltare e punto di equilibrio pur lasciando a Federico e Massimo la responsabilità delle decisioni.

Italmondo rappresenta un eccellente esempio di come la tradizione imprenditoriale italiana possa fondersi con innovazione e internazionalizzazione garantendo crescita e sostenibilità nel tempo. Il successo dell’azienda è frutto di un equilibrio perfetto tra valori familiari, gestione manageriale e visione strategica. Pur restando fedele ai principi che l’hanno portata al successo, Italmondo continua a guardare al futuro con progetti all’avanguardia: un modello di impresa capace di evolversi senza perdere mai di vista le proprie radici.

*Direttore Accademia di Comunicazione Strategica

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