Trapianti/ Schillaci: «Nel 2024 per l’Italia performance mai realizzate prima». Record di prelievi con 2.110 e 4.692 interventi (+5,1%). Boom del “cuore fermo” e il Sud migliora. Il nodo delle opposizioni in Comune: +3%
di B. Gob.
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A certificare per primo l’eccellenza, alla presentazione a Roma del Report annuale confezionato dal Centro nazionale trapianti (Cnt), è il ministro della Salute Orazio Schillaci: «Con grande piacere possiamo dire che nel 2024 la rete nazionale trapianti, tra le più avanzate in Europa per coordinamento, organizzazione e capacità di cura e assistenza, ha registrato le performance migliori mai effettuate fino a oggi. Nell’anno appena concluso l’Italia infatti ha superato i numeri già record del 2023 e questo è stato possibile grazie alla solidarietà e alla generosità dei donatori di organi, delle loro famiglie e delle associazioni di volontariato a cui va il mio più sentito ringraziamento. Nel 2024 sono stati realizzati ben 4.692 trapianti, 226 in più rispetto all’anno prima». Uno scenario estremamente positivo su cui permane però l’ombra importante delle opposizioni alla donazione. Su cui «c’è ancora molto da fare - ha rilevato il ministro - se consideriamo le criticità legate al tasso di opposizioni in Comune al momento del rilascio o del rinnovo della carta d’identità elettronica, che è aumentato di circa il 3%. In questo senso è strategica la collaborazione con l’Anci e con il Centro nazionale trapianti. L’anno scorso abbiamo lanciato la campagna informativa in oltre mille Comuni per motivare sempre più le persone, insieme ad altre azioni. Il fabbisogno non è ancora soddisfatto - ha avvisato - e molte più vite potrebbero essere salvate se in numero sempre maggiore dicessimo “sì”. Un impegno che assumiamo anche con la Giornata nazionale della donazione che quest’anno si terrà ad aprile».
Infine, la breve carrellata delle storie di esistenza recuperata in cui i numeri si traducono: «Oggi migliaia di persone sono in vita grazie al trapianto di organi - ricorda Schillaci -: penso all’uomo che ha scelto di donare da vivo un rene riportando alla normalità ben tre pazienti a Padova, L’Aquila e Bologna. O al recente primato nel campo dei trapianti di cuore nella donazione da persona deceduta a cuore fermo raggiunto a Padova; al trapianto di polmone doppio che a Torino ha salvato la vita di un uomo nella notte di Capodanno o infine al padre di nazionalità greca che ha donato parte del proprio fegato alla figlia di 11 mesi nell’ambito di una collaborazione specifica attiva proprio tra la Grecia e l’Italia sotto l’egida del Cnt».
Le novità in manovra e sul fronte Ue. Nell’ultima legge di Bilancio sono stati stanziati 10 milioni di euro l’anno dal 1 gennaio 2025 proprio per ridurre le liste d’attesa per i trapianti, per acquisire nuovi dispositivi medici per la perfusione, conservazione, trasporto, gestione di organi e tessuti. Anche a livello globale, ha ancora ricordato il ministro, la centralità della rete italiana è cresciuta e di recente il Cnt ha assunto la presidenza del Foedus cioè il sistema di cooperazione per facilitare lo scambio di organi in eccedenza tra le nazioni Ue. Donazioni e trapianti sono tra le priorità: lo ha confermato il Consiglio europeo con l’approvazione di un documento finalizzato a rinnovare l’impegno per migliorare ancora il sistema in tutta Europa. In questo scenario il Cnt ha sostenuto l’inserimento di un punto dedicato allo sviluppo dei registri internazionali come strumento fondamentale per condividere le più avanzate esperienze in campo scientifico.
È spettato al presidente del Cnt Giuseppe Feltrin tracciare una sintesi nel dettaglio dei numeri: «C’è una crescita intanto di 100 unità dei donatori segnalati, cioè di tutte le persone decedute all’interno delle terapie intensive che possono potenzialmente diventare donatori di organi e che ha riguardato soprattutto la donazione a cure fermo oggi possibile in ben 85 ospedali e che rappresenta un’eccellenza del nostro sistema e ci contraddistingue a livello internazionale in un contesto assolutamente garantista per i nostri cittadini. Inoltre si registra la crescita di molte regioni del Centro-Sud Italia e il nostro impegno è rinforzare la collaborazione con ministero, Istituto superiore di sanità e regioni per potenziare lo scambio delle migliori pratiche. I 30,2 donatori pmp sono stati raggiunti anche grazie alle regioni meridionali e rappresenta il risultato più importante della nostra storia, portandoci vicini alle Nazioni più avanti nel mondo. Nel complesso 200 pazienti in più lo scorso anno hanno potuto beneficiare di un trapianto con un +5%».
I NUMERI PIÙ ALTI DI SEMPRE. Le donazioni di organi continuano a crescere: nel 2024 sono state 2.110 quelle effettivamente realizzate (+2,7% sul 2023), a partire da 3.192 segnalazioni di potenziali donatori arrivate dalle rianimazioni (+3,2%). Grazie a questi numeri è stato possibile realizzare ben 4.692 trapianti, 226 in più rispetto allo scorso anno (+5,1%). Il tasso nazionale di donazione è salito a 30,2 donatori per milione di persone (pmp): è la prima volta che in Italia si supera quota 30, un livello che colloca il nostro Paese ai primi posti europei per donazioni di organi. Le regioni con il tasso più elevato si confermano Toscana (49,4 donatori pmp), Emilia-Romagna (45,5) e Veneto (44,7). È da registrare la crescita dei tassi delle regioni meridionali (Sicilia +5,7, Campania +3,1, Calabria +2,7): un dato che evidenzia i primi risultati di un processo di riduzione del divario tra Nord e Sud avviato dal CNT in questo ambito.Per quanto riguarda i trapianti, sono stati quelli di cuore (+13%) e di rene (+6,6%) a crescere di più. I trapianti di rene sono stati complessivamente 2.393 (149 in più rispetto allo scorso anno), quelli di cuore 418 (nel 2023 erano stati 370). In aumento anche i trapianti di fegato 1.732 (+1,8%), in lieve calo quelli di polmone (passati da 188 a 174), stabili quelli di pancreas (36). Complessivamente l’Italia è salita in un anno da 69,2 a 75,5 trapianti ogni milione di persone, il livello più elevato di sempre: tra le regioni è il Veneto ad aver raggiunto il tasso più alto (130,5 trapianti pmp), seguito da Piemonte (115,1), Friuli-Venezia Giulia (104,3) ed Emilia-Romagna (100,1). Anche per quanto riguarda i trapianti si evidenzia un aumento dei tassi nelle regioni del Sud: la Sicilia è passata da 41,8 a 63,8 trapianti pmp (+22), e sono cresciute Puglia (+6,5), Campania (+5,8) e Calabria (+1,7).
DONAZIONI A CUORE FERMO, AUMENTO ESPONENZIALE. Tra gli elementi trainanti dell’aumento dell’attività di donazione e trapianto di organi c’è la crescita esponenziale della donazione a cuore fermo (donation after cardiac death, DCD), ovvero quella da pazienti la cui morte viene accertata dopo un arresto cardiaco di almeno 20 minuti: le segnalazioni di questa tipologia di donatori sono salite in un anno del 29,4%, portando le donazioni effettive a quota 276 (+30,8%) e i trapianti conseguenti a 621 (+39,9% rispetto al 2023). I centri ospedalieri che effettuano questo tipo di donazione sono attualmente 85, mentre dodici mesi fa erano 72. Nel 2024 quelli da donazione a cuore fermo hanno rappresentato il 13,2% di tutti i trapianti realizzati: nel 2023 erano il 9,9%, due anni fa solo il 5,7%: un trend che evidenzia i miglioramenti raggiunti dalla rete trapiantologica sotto il profilo organizzativo e tecnologico.
RESTA IL NODO DELLE OPPOSIZIONI. In un quadro complessivamente molto positivo, resiste il nodo rappresentato dai tassi di opposizione al prelievo degli organi. Nelle rianimazioni la percentuale di chi ha rifiutato la donazione nel 2024 è scesa a 29,3% (in lieve calo rispetto al 30,3% del 2023) ma è aumentato il numero di persone che all’atto del rilascio della carta d’identità elettronica ha scelto di registrare un “no” a un’eventuale donazione dopo la morte. Nel 2024 le dichiarazioni di volontà raccolte nelle anagrafi comunali sono state oltre 3,7 milioni: nel 36,3% dei casi i cittadini hanno optato per l’opposizione al prelievo degli organi, mentre nel restante 63,7% hanno dato il consenso (nel 2023 i “sì” erano stati invece il 68,5%). In questo momento nel Sistema informativo trapianti sono presenti 21,4 milioni di dichiarazioni di volontà: 15 milioni di consensi e 6,4 milioni di opposizioni. Per rafforzare la cultura della donazione, nel 2025 il Ministero della Salute e il Centro nazionale trapianti metteranno in campo una serie di azioni a sostegno della campagna nazionale di sensibilizzazione: tra le più significative, un’indagine conoscitiva sulle motivazioni che portano i cittadini alla scelta di diventare o meno donatori di organi e alcune iniziative di comunicazione mirate ai più giovani (che, secondo i dati, insieme agli over 60 manifestano una minore propensione alla donazione).
IN CRESCITA ANCHE I TRAPIANTI DI MIDOLLO OSSEO. È stato un anno da record anche per quanto riguarda le cellule staminali emopoietiche: nel 2024 è stato raggiunto il numero più alto di sempre sia per le donazioni (410) che per i trapianti (1.095) da non consanguinei. In quasi il 90% dei casi le cellule sono state prelevate da sangue periferico, la modalità meno invasiva, molto simile a una donazione di sangue. Estremamente positivo il trend di crescita dei donatori di midollo osseo: per la prima volta gli iscritti attivi nel registro IBMDR (ovvero le persone disponibili a donare) hanno superato il mezzo milione (precisamente 512.194, +3,1%), grazie al reclutamento nel 2024 di ben 32.184 nuovi potenziali donatori tra i 18 e i 35 anni.
I dati su trapianti e donazioni
