Innovazione in agricoltura

Trattori e hi tech, al via i bandi da 400 milioni con i fondi del Pnrr

Obiettivo è migliorare la sostenibilità: mezzi elettrici ma anche sensori, stazioni meteo, droni e dispositivi per ridurre l’uso di fitofarmaci

di Silvia Marzialetti

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 Oltre ai trattori elettrici i fondi del Pnrr puntano a diffondere nei campi tutte le tecnologie che favoriscono l’agricoltura di precisione

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Si è messa in moto in tutte le Regioni la macchina per accedere agli incentivi destinati dal Pnrr, allo svecchiamento del parco mezzi agricoli e all’acquisizione di soluzioni agritech nelle aziende.

Il bando per la meccanizzazione del comparto ha messo a segno l’en plein in termini di adesioni: entro il 31 dicembre scorso tutte le Autonomie hanno centrato il primo milestone, che prevedeva l’emanazione di un bando con i criteri per accedere ai fondi aprendo, di fatto, i termini per l’invio delle candidature, che dovrà concludersi entro il 31 marzo prossimo.

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Sul piatto ci sono 400 milioni di euro destinati all’acquisto di trattori elettrici e a biometano (a fronte della rottamazione di veicoli più vetusti ed inquinanti), di strumenti per l’agricoltura di precisione come sensori in campo, stazioni meteo, droni e di dispositivi per ottimizzare l’uso dei fitofarmaci e innalzare il livello di sostenibilità dei processi produttivi.

Le risorse rientrano nella quota da 500 milioni riservata dal dicastero dell’Agricoltura guidato da Francesco Lollobrigida – che in totale ha ricevuto 4 miliardi di euro – all’innovazione in chiave green del settore agricolo e alimentare (gli altri 100 milioni sono destinati all’ammodernamento dei frantoi oleari).

La mappatura regionale dei 400 milioni delineata dal Piano nazionale di ripresa e resilienza vede in pole position la Puglia, con 47, 6 milioni di euro, seguita da Sicilia (44,2 milioni), Sardegna (30,3 milioni), Emilia Romagna (29,1). Valle d’Aosta, Liguria e Friuli Venezia Giulia sono gli enti che beneficeranno delle quote minori con 1,6 milioni, 3,5 e 8 milioni di euro. Dalla lettura dei bandi si evince come tutte le quote Pnrr siano state allocate interamente.

La roadmap prevede la formazione di una graduatoria dei progetti ammissibili entro il 31 maggio prossimo, con l’obiettivo è arrivare alla copertura di almeno il 70% dei contributi per fine anno: i finanziamenti previsti vanno da 35mila a 70mila euro, con sostegni a fondo perduto al 65% (che salgono all’80% per i giovani agricoltori). L’Europa ha indicato come target 15mila destinatari, che dovranno aver ricevuto il contributo entro il 2026.

Ora che la macchina è avviata, il tema è capire quale sarà la risposta da parte della platea agricola cui sono indirizzati i bandi. Più di una le criticità segnalate dagli operatori, a partire dall’obbligo imposto da Bruxelles di sostituire i mezzi con trattori esclusivamente elettrici o a biometano, considerati poco funzionali alle esigenze del settore agricolo.

Qualche perplessità trapela anche sul fronte dei costi per sostenere la candidatura. «Al contrario di altri bandi finanziati con fondi del Pnrr – dichiara Pamela Comazzetto di EsseCi Studi, esperta di finanza agevolata – il bando meccanizzazione richiede la relazione di un tecnico abilitato che contempli tutta una serie di aspetti dell’investimento legati alla digitalizzazione, alle tematiche ambientali e al Dnsh, ovvero il principio Do no significant harm, per scongiurare che gli interventi finanziati non arrechino danno all’ambiente».

Per Federacma, la Federazione Confcommercio delle associazioni nazionali dei rivenditori di macchine agricole e da giardinaggio, l’auspicio è che – oltre agli aspetti green e tech – si riesca a implementare anche la sicurezza, puntando su un ricambio che miri a fare piazza pulita di tutti i mezzi immatricolati prima del 1997.
«La quasi totalità di questi trattori – dichiara il presidente Andrea Borio – è privo dei più basilari sistemi di prevenzione quali cintura di sicurezza e rollbar, motivo per cui l’Italia continua a registrare 120 decessi l’anno».

Infine l’auspicio che, a causa di formulazioni ad ampio raggio di interpretabilità, gli incentivi destinati a migliorare l’impronta ecologica delle produzioni agricole e zootecniche, non siano dirottati sull’acquisto di autovetture fuoristrada, come accaduto in passato. A scanso di equivoci il bando della Regione Emilia-Romagna chiarisce che per “veicoli fuoristrada” agevolabili si intendono i trattori.

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