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Trump: «Credo a Putin, difficile trattare con Ucraina». Governo verso studio su vaccini e autismo

Il presidente americano torna a parlare dallo Studio Ovale: «Pronti a introdurre subito dazi sui prodotti lattiero-caseari canadesi»

Trump torna a parlare dallo Studio Ovale della Casa Bianca di guerra in Ucraina e dazi al Canada

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Prima la minaccia alla Russia sul social media di sua proprietà Truth: «Sto valutando ampie sanzioni fino a quando un cessate il fuoco e un accordo finale sulla pace non saranno raggiunti». Poi però la precisazione dal vivo: «Credo a Putin. Trovo più difficile trattare con l’Ucraina che con la Russia, e l’Ucraina non ha le carte». Donald Trump torna a parlare di tutto un po’, dallo Studio Ovale della Casa Bianca. Di guerra in Ucraina, riarmo dell’Europa, Iran e ovviamente dazi. Quanto all’Europa, «non sa come mettere fine alla guerra, io penso di sapere come fare», ha proseguito il presidente degli Stati Uniti.

«Kiev? Devo sapere che vogliono un accordo»

Riferendosi su Kiev, ha aggiunto: «Devo sapere che vogliono un accordo. Non so se vogliono un accordo. Se non vogliono, ce ne andiamo perché noi vogliamo che lo facciano». A un’altra domanda se Putin non stia approfittando della sospensione degli aiuti militari Usa a Kiev, il presidente ha risposto così: «Penso che stia facendo quello che farebbe chiunque altro... E penso che lo stia colpendo (Zelensky, ndr) più forte di quanto non abbia mai fatto prima. E penso che probabilmente chiunque in quella posizione farebbe la stessa cosa adesso».

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Stop Usa a servizio commerciale immagini satellitari a Kiev

Intanto, gli Stati Uniti sospendono il servizio commerciale di immagini satellitari all’Ucraina fornito da Maxar. Lo riporta il Washington Post, parlando di una sospensione temporanea che rappresenta un nuovo duro colpo all’Ucraina da parte dell’amministrazione Trump. «Gli Stati Uniti hanno deciso di sospendere temporaneamente gli account ucraini», ha detto Maxar. Un funzionario americano ha precisato al Washington Post che la sospensione riguarda anche altre società che producono immagini satellitari.

Sull’Iran «qualcosa accadrà molto presto»

A proposito dell’Iran, Trump ha dichiarato che «ci saranno giorni interessanti». Dopo aver rivelato di aver inviato una lettera alla Guida suprema iraniana Ali Khamenei, proponendo negoziati sul nucleare, il presidente Usa ha ribadito: «Non possiamo permettere che abbia un’arma nucleare. Qualcosa accadrà molto presto. Preferirei un accordo di pace piuttosto che l’altra opzione, ma l’altra opzione risolverà il problema».

I dazi al Canada

Dopo aver esentato il giorno prima alcuni prodotti canadesi dai dazi doganali, Trump ha dichiarato di essere pronto a introdurre dazi doganali reciproci sui prodotti lattiero-caseari «a partire» da oggi, se Ottawa non abba»sserà i propri su questa categoria. «Il Canada ci ha fregato per anni con tariffe del 250% su latticini e legname, non succederà di nuovo. Li colpiremo con la stessa identica tariffa a meno che non la abbandonino. Ecco cosa significa reciprocità e possiamo farlo oggi o aspettare fino a lunedì o martedì», ha detto Trump ai giornalisti nello Studio Ovale.

Espulso il primo studente pro Gaza

Come minacciato dal Segretario di Stato Marco Rubio, il Dipartimento di Stato Usa ha intanto revocato il visto a un primo studente straniero coinvolto nelle proteste pro Gaza della scorsa primavera. Lo studente, il cui nome e la cui affiliazione universitaria non sono stati rivelati, è stato collegato ai «disordini pro-Hamas», ha detto un portavoce del Dipartimento di Stato precisando che l’individuo («alien», nella terminologia tornata in auge con Donald Trump) sarà espulso dal Paese dalla Immigration and Customs Enforcement.

Cancellate sovvenzioni da 400 milioni alla Columbia University

L’amministrazione Trump ha cancellato o si appresta a cancellare circa 400 milioni di dollari in sovvenzioni e contratti federali destinati alla Columbia University. «Le università devono rispettare tutte le leggi federali contro la discriminazione se vogliono ricevere finanziamenti federali», ha annunciato in un comunicato la ministra dell’Istruzione Linda McMahon. L’ateneo Ivy League è finito sotto esame da parte dell’amministrazione Trump per la presunta mancata protezione dei suoi studenti ebrei. Le sovvenzioni in questione provengono dal Department of Health and Human Services, dalla General Services Administration e dal ministero dell’Istruzione. «Columbia ha abbandonato il suo obbligo nei confronti degli studenti ebrei che studiano nel suo campus», ha detto la McMahon. Un portavoce dell’ateneo, al centro la scorsa primavera di accese proteste pro-Gaza, ha detto che l’università sta passando in rassegna le sovvenzioni annullate e ha aggiunto che Columbia «sta lavorando con il governo federale per ripristinarle».

Usa pronti a lanciare studio sui legami tra vaccini e autismo

Il Centers for Disease Control and Prevention prevede di lanciare uno studio sul potenziale legame fra i vaccini e l’autismo. Lo riporta il Washington Post citando alcune fonti, secondo le quali lo studio dovrebbe essere lanciato nonostante le prove schiaccianti che non esiste alcun legame. Le diagnosi di autismo sono in aumento negli Stati Uniti e, secondo i ricercatori, questo è dovuto a una maggiore consapevolezza del problema e a come è classificato dai medici. Gli scienziati ritengono che altri fattori, come la genetica e l’ambiente, giocano un ruolo importante. Il ministro della Sanità americana, Robert F. Kennedy Jr, è un anti-vax convinto e più volte ha legato i vaccini all’autismo.

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