Humanitas di Rozzano e Aou Marche migliori ospedali per qualità delle cure
Scopri in questo articolo la classifica dei migliori ospedali italiani secondo l’AGENAS, l’Agenzia Nazionale per i Servizi sanitari regionali
di Marzio Bartoloni
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I punti chiave
- Dal report emerge la riprese dei ricoveri dopo la pandemia
- Humanitas di Rozzano e Aou delle Marche sono le migliori
- Gli ospedali più tempestivi in caso di infarto
- Solo 11 le strutture sopra lo standard per i bypass
- Area cardiovascolare sotto la lente: Careggi (Firenze) al top
- Le performance sul trattamento della frattura del femore
- Nelle cure osteomuscolari 28 strutture con qualità molto alta
- Valutazione dell’area chirurgica oncologica: 4 ospedali al top
- Area parto sotto la lente: cesarei in risalita soprattutto al Sud
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L’Istituto Humanitas di Rozzano (Milano) e l’azienda ospedaliera universitaria delle Marche, ad Ancona, si confermano come i due ospedali che hanno fornito migliori cure ai cittadini. Le due strutture hanno incassato giudizi alti dall’Agenzia Nazionale per i Servizi sanitari regionali (Agenas) per almeno 6 aree cliniche - dai tumori agli infarti, dall’area osteomuscolare ai parti - nel suo ultimo Piano nazionale esiti che ha scandagliato l’attività di ben 1400 ospedali pubblici e privati. Il terzo è l’Humanitas Gavazzeni di Bergamo e il quarto l’Humanitas Mater Domini di Castellanza, Varese. Tra le altre strutture che si sono segnalate per le ottime performance ci sono anche il Careggi di Firenze e il Gemelli di Roma.
Dal report emerge la riprese dei ricoveri dopo la pandemia
I dati del Piano nazionale esiti (Pne) 2023 fanno riferimento alle cure erogate nel 2022 da circa 1.400 ospedali pubblici e privati, e a quella relativa al periodo 2015-2022 per la ricostruzione dei trend temporali.
I dati del rapporto evidenziano come il 2022 sia stato un anno caratterizzato da una significativa ripresa delle attività, che ha fatto registrare un aumento dei ricoveri rispetto al 2021 (+328 mila).
È inoltre proseguito il riavvicinamento dei volumi ai livelli prepandemici soprattutto per l'attività programmata e per quella diurna, sebbene persista una riduzione del 10% rispetto al 2019.
Complessivamente, nel triennio 2020-2022 la riduzione dell'attività ospedaliera stimata sui volumi del 2019 è stata pari a 3 milioni e 800 mila ricoveri. Sono stati calcolati complessivamente 195 indicatori, di cui: 170 relativi all'assistenza ospedaliera (66 di esito/processo, 88 di volume e 16 di ospedalizzazione); 25 relativi all'assistenza territoriale, valutata indirettamente in termini di ospedalizzazione evitabile (14 indicatori), esiti a lungo termine (7) e accessi impropri in pronto soccorso (4).

