La sfida dell’economia dello spazio: il dilemma tra connessione globale e impatto ambientale
La proliferazione dei satelliti per garantire la connessione globale pone nuove sfide ambientali e richiede una governance adeguata
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I punti chiave
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Siamo animali sociali e abbiamo bisogno di comunicare. Un tempo si scrivevano lettere, poi la tecnologia ci ha dato il telegrafo, il telefono, il fax, il cellulare, evoluto nello smartphone che ha reso obsoleto tutto il resto. Per quanto smart, il nostro telefonino non è autonomo, ha sempre bisogno di connettersi con un ripetitore che veicola il suo segnale alla rete di terra.
Tutti sappiamo che non sempre la connessione è ideale e, quando ci troviamo in aree isolate, in montagna, nel mezzo del mare l’assenza di segnale può fare nascere la sensazione di essere isolati.
Sensazione normale fino a pochi anni fa, quando capitava spesso che in viaggio o nella casa in campagna il cellulare non prendesse oppure avesse costi proibitivi, ma oggi decisamente più rara, tanto da essere accompagnata da un senso di inquietudine. Come potrei chiedere aiuto se mi succedesse qualcosa? La tecnologia, sempre attenta ai nostri bisogni oggi ci offre diverse soluzioni anti-isolamento.
L’offerta Starlink
Se vogliamo restare connessi anche quando ci prendiamo una pausa e andiamo in campeggio in qualche luogo remoto, Starlink offre un terminale da passeggio che sta in uno zaino e permette di avere accesso al segnale internet satellitare fornito dagli oltre 6mila satelliti che operano nell’orbita bassa. Se invece si preferisce viaggiare leggeri, a partire da quest’anno verrà offerta la possibilità di utilizzare il servizio Direct To Cell che permette di connettersi al satellite Starlink direttamente da cellulare per inviare brevi messaggi.
È un servizio pensato più che altro per situazioni d’emergenza. Ma presto crollerà anche l’ultimo baluardo dell’isolamento dal momento che sarà

