Usa e Gran Bretagna: stop al petrolio russo. Il greggio vola oltre i 130 dollari
Stati Uniti e Gran Bretagna annunciano l’azzeramento delle importazioni di petrolio dalla Russia
di Marco Valsania
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I punti chiave
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Joe Biden ha annunciato il blocco di tutte le importazioni petrolifere e di energia dalla Russia. Un nuovo, significativo giro di vite nelle sanzioni in risposta alla brutale invasione dell’Ucraina da parte di Vladimir Putin e che già colpiscono la finanza, compresa la Banca centrale, le aziende di Mosca, gli oligarchi e l'export di tecnologia cara al Cremlino. Il divieto all’ingresso di prodotti energetici russi negli Stati Uniti riguarda, oltre al greggio, il gas naturale liquefatto e il carbone. «Mettiamo al bando ogni import di petrolio russo, con il supporto completo del Congresso», ha dichiarato Biden dalla Casa Bianca, «Non intendiamo finanziare questa guerra», ha continuato riferendosi alle risorse che Mosca può ricavare da vendite di energia per sostenere le operazioni militari .
La stretta Usa ha avuto un immediato effetto sui mercati delle materie prime: a New York il petrolio vola, con le quotazioni del Wti che schizzano verso l’alto e il Brent oltre i 130 dollari al barile (+7%) per poi ripiegare dai massimi.
«Lavoreremo con gli alleati europei»
Biden ha riconosciuto che gli alleati europei potrebbero non essere in condizione di seguirlo, con gli Usa favoriti dalla loro forte produzione energetica domestica. Ma ha detto che Usa, Europa e alleati sono e rimarranno uniti in una severa risposta all’aggressione russa. «Capiamo che numerosi dei nostri alleati europei potrebbero non essere in condizioni di prendere simili decisioni. Ma stanno lavorando per ridurre la loro dipendenza dall’energia russa. E stiamo lavorando assieme a loro perchè questo avvenga». Rivolto agli americani, ha poi riconosciuto che il costo della sanzioni ci sarà anche per gli Stati Uniti, in termini di prezzi dell’energia. Ma che questo non riduce la determinazione di agire.
Da Mosca il 3% dell’import Usa di greggio
Per gli Stati Uniti il greggio russo rappresenta un modesto 3% del totale delle importazioni di oro nero. Una percentuale che sale a circa l'8% considerando tutti i prodotti e derivati petroliferi. In termini di barili, gli Usa l'anno scorso hanno importato una media di poco più di 700.000 barili al giorno da Mosca contro gli oltre 4 milioni dell'Europa. Il Vecchio continente vede arrivare da Mosca quasi il 30% del suo greggio e il 40% del suo gas naturale.
Impatto più che simbolico?
Ma se la mossa americana potrebbe avere un effetto limitato e simbolico sulla base delle cifre coinvolte, questo può essere amplificato dalle implicazioni politico ed economiche della nuova stretta su Mosca. L'intervento scatta in un clima nel quale la spirale di crescenti sanzioni aveva già drasticamente ridotto la richiesta di energia russa, nonostante fosse finora stata risparmiata da sanzioni dirette, attraverso scelte autonome dei protagonisti del settore e dei mercati.

