La giornata dei mercati

Borse, settimana positiva in Europa. Parigi maglia rosa, a Milano brilla Moncler

Occhi sulla riforma del patto di stabilità. Petrolio in aumento, euro si indebolisce sotto 1,08 dollari. Spread in lieve rialzo a 178 punti, sale anche il decennale

La Borsa, gli indici dell’ 8 dicembre 2023

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - I listini europei terminano la settimana in modo tonico galvanizzate dai dati macro economici e da una ritrovata fiducia sul buono stato dell’economia dei diversi Paesi. Così il Ftse Mib chiude una ottava positiva, guadagnando l’1,6%. La Borsa di Parigi è la migliore con un progresso del 2,5%, seguita da Francoforte che archivia una ottava in crescita del 2,2%.

A Milano brilla Moncler. Giù Saipem

A livello di singoli settori del Vecchio Continente, spicca il comparto auto (+4,3%) e il settore bancario (+2,1%) e quello delle utility (+2,3%). Per quanto riguarda i titoli, sono andate bene le small cap (+1,4% il Ftse Italia Small Cap Index) e le utility (+1,4%). Regina di Piazza Affari Moncler che ha messo a segno un progresso nei cinque giorni del 5,9%. Segue Recordati (+5,7%), Prysmian (+5,5%). Tra I peggiori Saipem (-7%), Banco Bpm (-3,5%) e Leonardo (-3,4%).

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La seduta dell'8 dicembre

Il FTSE MIB chiude sui massimi; solidi rialzi anche per il CAC 40di Parigi che è maglia rosa del Vecchio Continente, per il FT-SE 100 di Londra e l'IBEX 35 di Madrid, mentre il DAX 40 di Francoforte ha registrato la conferma dell’inflazione tedesca a novembre a -0,4% (+3,2% su anno). A trascinare i listini i dati americani sull'occupazione che alimentano un certo ottimismo per lo stato di salute dell'economia; in parallelo si allontana però la possibilità di un prossimo tasso dei tagli dei tassi. da parte delle banche centrali. Nel Vecchio Continente continua a tenere banco a livello politico la riforma del Patto di stabilità, che incide sulle politiche fiscali dei Paesi membri. L'Ecofin ha registrato un nulla di fatto nella notte, ma si lavora a un compromesso al fotofinish.

Usa: dati lavoro sopra stime, disoccupazione cala al 3,7%

Rapporto sull'occupazione di novembre superiore alle stime, negli Stati Uniti. Il mese scorso sono stati creati 199.000 posti di lavoro (escluso il settore agricolo) rispetto al mese precedente, mentre gli analisti attendevano un aumento di 190.000 posti. La disoccupazione e' scesa dal 3,9% del mese precedente (confermato) al 3,7%, contro attese per una conferma del 3,9%. I salari orari medi sono aumentati di 12 centesimi, lo 0,35%, a 34,10 dollari; rispetto a un anno prima, sono aumentati del 3,96%. La settimana media lavorativa e' aumentata di 0,1 ore a 34,4 ore. La partecipazione della forza lavoro e' stata pari al 62,8%, a 0,6 punti percentuali di distanza dai livelli del febbraio 2020, prima dell'inizio della pandemia di coronavirus. Dopo alcune ore percorse in territorio negativo, venerdì Wall Street ha girato in positivo: in chiusura il Dow Jones sale dello 0,36% a 36.247,87 punti, il Nasdaq avanza dell’0,45% a 14.403,97 punti mentre lo S&P 500 guadagna lo 0,41% a 4.604,41 punti..

Bene Poste su ipotesi cessione quota Mef

Sul Ftse Mib chiusura positiva per Poste Italiane sull’ipotesi, riportata dal Sole 24 Ore, che il Mef possa cedere la sua quota del 30% sulla falsariga di quanto già fatto, almeno in parte, con Banca Mps. Deboli Stellantis e A2a. Le migliori sono Prysmian che si è aggiudicata una commessa da Petrobras dal valore di oltre 100 milioni di euro. Effetto Kering sul lusso europeo: il Cda del gigante francese, infatti, ha annunciato un acconto sul dividendo per l'esercizio 2023 che ammonterà a 4,50 euro per azione. Gli acquisti stanno trascinando al rialzo Moncler, al top del Ftse Mib, e sulle altre piazze Lvmh, Hermes, Richemont e Burberry.

Nulla di fatto su patto stabilità, ma Gentiloni ottimista

I ministri delle finanze non sono riusciti nella notte a trovare un accordo sulla riforma delle regole di bilancio così il negoziato riprende questa mattina. Sperano ancora di trovare un compromesso, ma verso le 4 del mattino, quando si sono interrotte le discussioni, la strada era ancora in salita. Secondo il commissario agli affari economici Paolo Gentiloni nelle discussioni della notte i ministri finanziari «hanno compiuto progressi sostanziali ma la missione non è compiuta». In ogni caso si è dichiarato ottimista su un accordo nei prossimi giorni indicando che è probabile che sarà convocata una riunione straordinaria dell’Ecofin per sancire l’intesa sulla riforma delle regole di bilancio. «Diversi punti sono ancora aperti compreso il chiarimento di aspetti legali» di un possibile accordo. Francia, Germania, Italia e Spagna hanno proposto una soluzione di compromesso per tenere conto della spesa per interessi degli stati nella determinazione delle manovre finanziarie per ridurre il deficit/pil. Si tratta di “scontarli” dal calcolo del deficit solo ai fini del giudizio sulla correzione dei conti pubblici anno per anno. Secondo il Mef nel 2023 la spesa per gli oneri del debito per l’Italia sarà pari al 3,8% del pil, pari a oltre 78 miliardi di euro; nel 2024 corrisponderà al 4,2% del pil, circa 89 miliardi; nel 2025 al 4,3%, pari ad oltre 95 miliardi ; nel 2026 al 4,6% del pil, a 104 miliardi.

Spread in lieve rialzo a 178 punti, sale anche il decennale

Andamento in lieve rialzo per lo spread tra BTp e Bund. Il differenziale di rendimento tra il decennale benchmark italiano marzo 2034 (Isin IT0005560948) e il pari scadenza tedesco è indicato a 178 punti base, rispetto ai 175 punti della chiusura precedente. Si alza il rendimento dei decennali italiani, che si attesta al 3,97%, rispetto al 3,95% della vigilia.

Euro debole sotto 1,08 dollari, gas giù e petrolio in rialzo

Sul mercato valutario, l’euro resta debole a 1,0751 dollari (da 1,0785 ieri in chiusura) e perde ancora quota contro lo yen a 155,33 (da 155,46). La divisa nipponica, infatti, continua a risalire grazie alle aspettative dei sulla fine della stagione dei “tassi zero” da parte della Boj (che ha portato giù Tokyo a -1,7%). Sul fronte energetico il gas naturale è in calo sui 38,6 euro al MWh (-3,2%) sulla piattaforma Ttf di Amsterdam, mentre prosegue il recupero del greggio dopo gli sforzi dell’Opec+ per sostenere i tagli alla produzione: il Wti di gennaio passa di mano a 71,27 dollari al barile (+2,7%), il Brent del Mare del Nord, contratto di consegna febbraio, scambia a 75,6 dollari al barile (+2,1 per cento).

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