Dal Libano al fronte Sud Est della Nato: dove sono i militari italiani e le missioni prorogate dalla Camera
Unifil, Libano
La missione ha l’obiettivo di agevolare il dispiegamento efficace e durevole delle Forze armate libanesi nel sud del Libano fino al confine con lo Stato di Israele, fornendo loro assistenza nella stabilizzazione delle aree di confine, al fine di garantire il pieno rispetto della Blue Line e il mantenimento di un’area cuscinetto tra la Blue Line e il fiume Litani libera da personale armato, assetti e armamenti che non siano quelli del Governo libanese e di Unifil. La missione punta a contribuire alla creazione di condizioni di pace e sicurezza; proteggere il personale, le strutture, gli impianti e le attrezzature delle Nazioni Unite; assicurare la sicurezza e la libertà di movimento del personale delle Nazioni Unite e degli operatori umanitari. Infine., fatta salva la responsabilità del governo del Libano, proteggere i civili sotto la minaccia imminente di violenza fisica e assistere il Governo libanese nel controllo delle linee di confine per prevenire il traffico illegale di armi. La partecipazione italiana è iniziata nel marzo 1979 con uno squadrone di elicotteri dell’Esercito, dotato di 4 velivoli e costituito da circa 50 militari, con compiti di ricognizione, ricerca e soccorso, trasporto sanitario e collegamento. L’Italia partecipa alla missione con 1.169 militari; -88 mezzi terrestri, un mezzo navale e sette mezzi aerei.

