Vertice Ue, dalla strategia per la competività al patto di stabilità: ecco cosa c’è nell’agenda. Le aspettative dell’Italia
Il Consiglio europeo sarà dedicato a vari temi, dalla strategia per la competività, dal patto di stabilità al green deal, mentre non sarà affrontato il tema dei migranti. Meloni rilancia la richiesta di scomputare gli investimenti per la transizione energetica dal rapporto deficit/Pil . E ottiene di evitare la discussione sul Mes
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I punti chiave
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Obiettivo: provare una linea comune sulle grandi sfide che, da qui a fine anno, attendono l’Europa, evitando lo scontro aperto. Il vertice dei 27 che si apre oggi è chiamato a dare un via libera politico alla strategia per la competitività targata Ursula von der Leyen in risposta al piano Biden. Un tema, quello della competitività, particolarmente sentito dal mondo delle imprese. «Bisogna lavorare – ha sottolineato al Sole 24 Ore Stefan Pan, delegato di Confindustria per l'Europa – per rendere l'Europa attrattiva e diventare il luogo migliore dove realizzare gli investimenti.
È questa la risposta per reagire alla doppia pressione degli Usa e della Cina, che sta rafforzando la sua industria, puntando sull'innovazione tecnologica. Il mondo delle imprese sta facendo sentire la propria voce, attraverso un dialogo costante con Bruxelles». Resta il fatto che mentre il sistema industriale Usa può contare su 300 miliardi di sussidi statali, la risposta dell’Europa si è limitata finora all’allentamento della normativa sugli aiuti di Stato che però favorisce Francia e Germania dal momento che noi non abbiamo risorse da mettere in campo.
Risorse ad hoc per il net zero
Saranno un paio di convitati di pietra: la riforma del Patto di Stabilità e il capitolo ambientale che include, tra l’altro, il dossier nucleare. Sia sulla governance economica sia sulle tecnologie green Giorgia Meloni, non starà ad ascoltare. C’è un primo nodo che l’Italia ha già posto sui tavoli europei: il Net Zero (ossia “emissioni nette zero” di gas serra, allo scopo di contenere il riscaldamento climatico globale), condivisibile negli obiettivi, ha bisogno di essere alimentato da risorse comuni. Sul punto Roma non è sola. Meloni ne ha parlato in un colloquio telefonico con il premier polacco - e suo alleato - Mateusz Morawiecki ma sono almeno una ventina le capitali Ue che condividono la linea italiana. Al Pe, la rapida messa a punto di uno strumento comune unisce perfino la maggioranza di destra-centro e il gruppo S&d.
In ultima bozza riferimento a fondo sovranità
Del Fondo di sovranità europeo i vertici Ue parleranno a fondo solo al summit di fine giugno. Al momento mancano sia una proposta ad hoc della Commissione sia un largo consenso tra i 27. Ma l’ultima bozza delle conclusioni che i leader Ue adotteranno al termine del vertice contiene un riferimento esplicito al fondo. «Il Consiglio europeo - si legge - ricorda di aver preso atto lo scorso febbraio dell’intenzione della Commissione Ue di proporre un fondo di sovranità europeo entro l’estate 2023 per sostenere gli investimenti nei settori strategici dell’economia continentale».
Dubbi sul patto di stabilità
Ed è qui che il tema si interseca con la riforma del Patto. Sul Patto di stabilità prevale la prudenza. La proposta di riforma della Commissione Ue non soddisfa il governo italiano: il rischio è addirittura quello di «tornare indietro», spiega la premier. Dunque «faremo di tutto per migliorarla» dice Meloni che torna a rilanciare la richiesta di scomputare gli investimenti per la transizione energetica dal rapporto deficit/Pil. Per l’Italia il nuovo Patto non va visto come capitolo a sé stante rispetto alla strategia per una Ue competitiva e verde. Tradotto: chiedere investimenti sul dossier esige, soprattutto per chi ha poco spazio fiscale, una flessibilità nel percorso del rientro del debito.

