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Villa Grande, la dimora romana di Silvio Berlusconi non sarà venduta: diventerà sede di rappresentanza di Fininvest

La famiglia Berlusconi decide di mantenere Villa Grande come sede di rappresentanza a Roma, rinunciando alla vendita dell’immobile. La ex Villa Zeffirelli sull’Appia, nella Capitale, è stata tolta dagli asset destinati alle dismissioni

di Andrea Biondi

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La famiglia Berlusconi ha deciso: Villa Grande, a Roma, non è più in vendita. L’ex Villa Zeffirelli, ultima dimora romana di Silvio Berlusconi, sarà sede di rappresentanza del gruppo Fininvest nella Capitale.

Dopo settimane di voci sul possibile futuro di Villa Grande, la storica proprietà immobiliare situata sull’Appia Antica a Roma, fonti vicine al gruppo confermano al Sole 24 Ore che la villa non è più in vendita. La decisione mette così fine ai tanti rumors delle scorse settimane. Vero è che Fininvest stava valutando l’ipotesi di una cessione attraverso l’intermediazione di Sotheby’s, ma è infine maturata la decisione di tenere la proprietà come sede di rappresentanza a Roma.

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Una decisione che guarda al futuro, ma con un sentimento che evidentemente richiama anche il passato. E rafforza ulteriormente il legame della famiglia Berlusconi con la città di Roma.

La villa era stata acquistata da Silvio Berlusconi per quasi 4 milioni nel 2001 e poi concessa in comodato d’uso gratuito fino al 2019 al regista e amico Franco Zeffirelli, che l’abitò fino alla morte. Da ultimo la strada sulla quale stava incamminandosi la holding, che tra gli altri controlla Mfe-Mediaset e Mondadori, era, come detto, la vendita attraverso la casa d’aste Sotheby’s, partendo da almeno 17 milioni di euro di valutazione stando alle indiscrezioni. Il che avrebbe anche significato una plusvalenza rispetto all’esborso al momento dell’acquisto, anche se nel frattempo è intervenuta la ristrutturazione del 2020.

La sfarzosa residenza romana di Silvio Berlusconi sull’Appia Antica, però, alla fine non sarà venduta e rimarrà alla famiglia, con tutto il corredo di storia e di storie legate all’ultima parte della vita dell’ex premier scomparso a giugno 2023.

Villa Grande non seguirà dunque il destino della villa di Lampedusa, acquistata dal fondatore di Fininvest nel 2011 e venduta un anno fa per tre milioni di euro. Altre vendite riguardanti il patrimonio immobiliare confluito in Fininvest Real Estate a marzo 2024 ci sono nel frattempo state, ma interne alla famiglia: Villa Campari sul Lago Maggiore alla primogenita Marina, la villa di Macherio a Barbara Berlusconi e Villa Belvedere 2 al fratello dell’ex premier, Paolo.

I pezzi pregiati in vendita restano a ora sul mercato: Villa Gernetto e la principesca Villa Certosa a Porto Rotondo, in Sardegna, per la quale si è parlato di un prezzo attorno ai 500 milioni. Una dote importante per un’operazione alla quale si sta lavorando in un quadro di dismissioni che va anche oltre l’immobiliare. L’idea va subito al Monza, club di Serie A posseduto al 100% da Fininvest. La trattativa con la Gamco Investors dell’italoamericano Mario Gabelli non è formalmente saltata, ma nei fatti non ci sarebbero stati avanzamenti. Tant’è che, seppur in fase poco più che embrionale, ci sarebbero trattative imbastite con altri potenziali interessati.

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