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Vista Ostuni, per il nuovo hotel un terzo dei ricavi dalla ristorazione firmata Berton

È l’obiettivo dei due ristoranti e del rooftop bar che saranno inaugurati a luglio (e resteranno aperti tutto l’anno) nel nuovo hotel 5 stelle lusso della famiglia Passera

di Emiliano Sgambato

L’offerta food&beverage dell’hotel 5 stelle lusso Vista ostuni sarà curata da Andrea Berton: gli spazi open air saranno uno dei punti di forza

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Il connubio tra ristorazione di alta qualità e hotel di lusso si rivela da tempo vincente. A puntarci con decisione è ora anche Vista Ostuni, il nuovo hotel 5 stelle lusso del brand della famiglia Passera, che ha appena ufficializzato l’apertura per luglio, svelando che la firma sull’offerta food &beverage sarà quella di uno tra i più noti chef italiani, lo stellato Andrea Berton.

Vista Ostuni è il terzo hotel 5 stelle lusso del brand Vista, dopo Vista Lago di Como e Vista Verona, tutte proprietà della famiglia Passera, albergatori giunti alla quarta generazione. Sulla nuova struttura sono stati investiti 20 milioni di euro. «A cui aggiungere arredi e attrezzature», ha precisato l’ad Luigi Passera durante la presentazione milanese. Un investimento portato avanti «non senza qualche timore data la sua importanza», ma con la giusta ambizione: «Sarà tra gli hotel più belli d’Italia, sicuramente potremo fare degli errori, ma l’obiettivo è senz’altro l’eccellenza», ha detto l’ad.

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Food&beverage al centro del progetto

L’offerta gastronomica avrà un ruolo centrale e sono in via di ultimazione i due ristoranti e i bar che hanno comportato investimenti proporzionali allo sforzo complessivo affrontato per il Vista Ostuni. «La ristorazione ricopre un ruolo sempre più strategico nell’offerta di un hotel. Ce lo insegnala nostra storia di imprenditori nel settore e lo abbiamo testato nelle ultime esperienze a Como e a Verona, dove l’offerta food&beverage è curata nei minimi dettagli e ci sta dando grandi soddisfazioni. Ma dove, anche solo per una questione di spazi a disposizione, ricopre un peso minore nel business rispetto a quanto sarà invece a Ostuni. In questo caso crediamo che la ristorazione possa rappresentare una quota significativa dei ricavi, auspichiamo fino al trenta per cento», dice Passera a Food24.

Del resto il nuovo hotel rappresenta un cambio di passo per il Gruppo e così aumentano anche le aspettative sul fronte ristorazione. «Vista Ostuni nel giro di qualche anno arriverà a fatturare oltre un terzo del turnover attuale della nostra azienda, in cui lavorano oltre 250 collaboratori. L’obiettivo 2025 è di superare i 30 milioni, con una marginalità superiore al 30%. Niente male considerando che il fatturato 2019 è stato di circa 12 milioni. E il giro d’affari aumenterà con la nuova struttura a regime, grazie a un Adr (tariffa media giornaliera, ndr) superiore ai 1.200 euro per un tasso di riempimento del 60-70% annuo».

Bianca e Luigi Passera con Andrea Berton

«Con Andrea Berton si siamo subito trovati splendidamente, ha partecipato attivamente nella definizione dei lavori negli ambiti di sua pertinenza, perché l’offerta gastronomica potesse essere strutturata al meglio già dalle base secondo le sue aspettative: è uno chef molto bravo in questo, oltre che naturalmente in cucina. Il nome famoso certo conta, ma conta soprattutto sia un professionista capace, che è poi quello che interessa davvero, soprattutto se si tratta del giudizio della clientela straniera», conclude l’ad.

Berton e due ristoranti complementari

L’offerta food & beverage sarà interamente curata da Berton e si articolerà in due ristoranti con diverse proposte complementari. Previsto anche un rooftop bar oltre a un bar interno all’hotel di tipo più tradizionale.

Il “Bianca Bistrot” proporrà una cucina più veloce, con piatti diretti e immediati, in cui la tradizione italiana e pugliese si incontrano, anche se non mancheranno i grandi classici dell’ospitalità internazionale. Al ristorante “Berton al Vista” troverà spazio una cucina che abbraccia la regionalità attraverso materie prime d’eccellenza. Centrale sarà il “brodo”, elemento distintivo della cucina dello chef, «che verrà rivisitato con ingredienti locali per creare un’esperienza gastronomica inedita». Tra gli elementi che caratterizzeranno la proposta, spicca anche la frisella, presentata nella versione “acqua e sale”, per valorizzare piatti emblematici della cucina pugliese.

Rooftop del Vista Ostuni

«Sono grato alla famiglia Passera per avermi coinvolto in questo progetto già dal momento della progettazione degli spazi - commenta Berton -. È importante poter curare fin dall’inizio quei dettagli che poi fanno la differenza nel poter soddisfare al meglio il cliente, che al di là di ogni filosofia di cucina vuole giustamente che tutto funzioni e sia fruibile al meglio, oltre che buono genuino e sano dal punto di vista del cibo. Questa nuova avventura rappresenta per me uno stimolo enorme: poter proporre la mia cucina dal Nord al Sud, in Puglia, una terra che conosco bene, è un’opportunità preziosa. Sarà importante e divertente valorizzare gli ingredienti del territorio. Sarà un’esperienza immersiva, che cureremo nei minimi dettagli a partire dalla colazione».

Un’offerta per tutto il giorno e tutte le stagioni

Molto importante sarà la risposta della clientela esterna che potrà godere dei ristoranti dell’hotel durante tutto l’anno: il Vista Ostuni vuole infatti fare della destagionalizzazione uno dei suoi punti di forza.
«Ostuni, che dista meno di mezz’ora dall’aeroporto di Brindisi - nota Bianca Passera, presidente del Gruppo - è molto godibile al di là della stagione estiva e offre la possibilità di raggiungere facilmente le più belle località della Puglia, la Valle d’Itria, ma anche ad esempio la vicina Matera. Pensiamo anche solo alla bellezza degli uliveti». Una località che insomma si sposa con la strategia di Vista: portare il lusso dove non c’è ancora.
«Riteniamo che ci sia una domanda di ospitalità di lusso che cerca anche i periodi “fuori stagione” per godersi appieno il relax, il territorio e la buona cucina - continua la presidente -. Il fine dining è solo una parte dell’offerta, che deve soddisfare le esigenze della clientela 24 ore su 24, a partire dalla colazione che è importantissima in qualsiasi hotel, anche perché è l’ultima esperienza che fa il cliente prima di partire e quindi influisce in modo particolare sul ricordo dell’esperienza fatta».

Piscina a sfioro al Vista Ostuni

Vista Ostuni sarà Parte del portfolio The Leading Hotels of the World. La struttura sarà certificata Leed prende vita da un’attento recupero dell’ex Manifattura Tabacchi, edificio storico risalente al XIV secolo, a cura dall’architetto Roberto Murgia di Rma. L’hotel sorge ai piedi della Città Bianca, immersa in una suggestiva piana di ulivi secolari. Gli esterni, di oltre 16mila mq sono stati progettati dall’architetto paesaggista Erik Dhont. L’hotel avrà 28 camere e suites (ma dovrebbero aumentare in futuro) con una grandezza media di 60mq. Oltre ai due ristoranti sono previsti una piscina interna, una esterna e un’infinity pool sulla terrazza, un rooftop bar affacciato sulla Città Bianca e con vista mare, un library bar, una Spa, un beauty center e una palestra fitness con attrezzature all’avanguardia.

Italianità in tavola anche a Como e Verona

Dallo scorso autunno cambio al Vista Como, dove ora l’executive chef Alessandro Rinaldi cura l’intera offerta di food&beverage, dalla colazione al room service fino al fine dining del ristorante Sottovoce che, affacciato sul lungolago, gode di una favolosa vista sul primo bacino del Lago di Como. «Facciamo il più possibile in casa, dai cioccolatini alla pasta, al pane, perchè cucina vuol dire innanzitutto famiglia. Personalmente mi porto dietro il lievito madre che era della mia bisnonna. Ho girato tutta l’Italia e la mia idea è riproporla tutta nei miei piatti nel rispetto dei diversi tipi di materia prima, che va sempre accarezzata», racconta Rinaldi.

Il roof top restaurant di Verona è invece affidato dalla sua nascita, nel 2022, alla guida di Fabio Aceti, la cui formazione affonda le radici nella scuola di Gualtiero Marchesi, ma si sviluppa con alcuni tra i principali chef francesi.
Per ora la proprietà non ha preso in considerazione l’idea di far confluire l’ambito food&beverage del gruppo sotto un’unica guida, anche per rimarcare le caratteristiche di unicità ed esclusività delle sue strutture di charme.

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