Work, insurances and mortgages: for one million healed still at the stake the law on cancer oblivion
Two years after the approval of the measures to avoid discrimination on those who are cured, a decree and the measures of Cicr and Ivas are missing
by Marzio Bartoloni
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For more than one million Italians who have recovered from cancer, there is still no guarantee that they will not be discriminated against at work or when taking out insurance or taking out a mortgage. Two years after the law on oncological oblivion (193/2023) was passed in December 2023, 'the right of people cured of cancer not to provide information or be subjected to investigations regarding their previous medical condition' still remains largely on paper.
Mancano infatti ancora all'appello tre provvedimenti cruciali che dovevano dare sostanza all'oblio oncologico e che erano attesi già dall'estate del 2024 : il primo, un decreto del ministro del lavoro e delle politiche sociali di concerto con il ministro delle Salute - sentite le organizzazioni dei pazienti oncologici - aveva il compito di disegnare specifiche politiche attive per assicurare, a ogni persona che sia stata affetta da una patologia oncologica e quindi non solo ai guariti, «eguaglianza di opportunità nell'inserimento e nella permanenza nel lavoro, nella fruizione dei relativi servizi e nella riqualificazione dei percorsi di carriera e retributivi». Sempre entro inizio luglio 2024 erano attesi anche due provvedimenti - uno a cura del Comitato interministeriale per il credito e il risparmio (Cicr) e l'altro Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni (Ivass), sentito il Garante privacy- con l'obiettivo di modificare e uniformare moduli, formulari e disciplinare il divieto di chiedere informaz
La legge che riconosce ai cittadini guariti da un tumore il diritto a non dichiarare la precedente malattia dopo dieci anni dalla fine delle cure (5 anni per chi ha ricevuto la diagnosi prima dei 21 anni) è stata celebrata come una grande conquista in un Paese dove vivono quasi 4 milioni di italiani con una diagnosi di tumore, mentre i guariti definitivamente sono almeno un milione. Finora per attuare la legge sono arrivati tre decreti - firmati tutti dal ministero della Salute - che hanno disciplinato le modalità per ottenere il certificato di oblio oncologico, l'elenco delle patologie oncologiche per le quali si applicano termini inferiori rispetto ai 10 e 5 anni (per gli under 21) standard e infine quello con le disposizioni in materia di adozioni. Degli altri invece si sono perse le tracce, con l'eccezione del decreto per promuovere l'adesione alle politiche attive del lavoro per i guariti di tumore che è finito nei giorni scorsi nel mirino di un question time alla Camera presentato dalla deputata Elen
Sul provvedimento dell'Ivass non sono mancate le interlocuzioni con le associazioni dei pazienti che in particolare hanno chiesto di modificare regolamenti, pratiche e formulari in modo da escludere nella valutazione del merito assicurativo i riferimenti a patologie oncologiche trascorse. Introducendo anche un obbligo di informazione e trasparenza in modo che le compagnie assicurative comunichino chiaramente ai clienti il diritto all'oblio e le modalità di esercizio e prevedendo anche la formazione per operatori e broker. «A quasi due anni dall'approvazione della legge sull'oblio oncologico, siamo costretti a constatare con amarezza che le istituzioni competenti non hanno ancora completato il quadro attuativo necessario per renderla pienamente operativa», aggiunge Iannelli che giudica «inaccettabile» che provvedimenti fondamentali — per garantire pari opportunità lavorative, accesso equo al credito e tutela assicurativa a chi ha superato un tumore — siano ancora fermi, ostaggio di una burocrazia che

