Weidmann, l’uomo della Bundesbank che sogna la Bce
di Isabella Bufacchi
5' min read
5' min read
Quando da adolescente partecipò al concorso per giovani scienziati “Jugend forscht” per talenti nel campo scientifico, con un esperimento sull’inquinamento dei fiumi di cui va ancora oggi fiero, Jens Weidmann era sicuro che il suo futuro sarebbe stato le scienze naturali. Ma sono altri i concorsi che in Germania hanno costellato la sua rapida carriera da economista fino alla nomina, a soli 43 anni, a presidente della Bundesbank nel maggio 2011, il più giovane Präsident nella storia della Buba.
Il suo destino era scritto piuttosto nella tesi sull’Unione monetaria del suo dottorato all’ Università di Bonn sotto la supervisione di Axel Weber, l’ex-presidente della Bundesbank famoso per aver dato bruscamente le dimissioni e in forte polemica sul Securities markets programme della Bce. Compiuti da poco 51 anni, Weidmann è in corsa per prendere il posto di Mario Draghi.
Dalla tesi di dottorato sull’Unione monetaria...
Quella che in Germania è stata finora per lui un’ascesa a razzo, non lo è nell’Eurozona. A pesare sul potenziale avanzamento di carriera di Jens, sposato con due figli e qualcuno dice anche con il suo cane, non è la sua competenza da economista, che gli è valsa in Germania la posizione di segretario generale del prestigioso Consiglio degli esperti economici dal 1999 al 2003, oppure la direzione del dipartimento per la politica fiscale ed economica alla Cancelleria e l’incarico di consigliere economico di Angela Merkel dal 2006 al 2011. Nè pesa il suo charme, il fatto che sia simpatico e abbia un carattere amabile.
Sulla strada verso la presidenza della Bce di un tedesco come lui che ha studiato qualche anno in Francia - parla perfettamente inglese e francese e capisce l’italiano - pesa molto più, e nel suo caso negativamente, il cosiddetto “fattore legacy”: l’eredità che lascia Draghi in Bce e l’eredità che Weidmann si è costruito come presidente della Bundesbank.
