Reddito di cittadinanza, 100mila «furbetti» pronti alla rinuncia
di Francesca Barbieri
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Oltre un milione di domande per il reddito di cittadinanza, 3 su 4 autorizzate dall’Inps secondo quanto dichiarato dal presidente dell’Inps Pasquale Tridico a margine di un incontro al Salone del Libro. Per una buona parte, circa 300mila, una volta ricevuta la tessera con l’importo accreditato, scatta la fase due, che prevede l’”attivazione” dei beneficiari per essere avviati a un percorso di inclusione sociale o lavorativa.
Ma cresce, in base a quanto risulta a diversi Centri di assistenza fiscale sparsi sul territorio, il numero di beneficiari pronti a tornare sui propri passi, rinunciando alla tessera prepagata, tanto che l’Inps starebbe lavorando per predisporre la procedura di rinuncia.
PER SAPERNE DI PIÙ / DOSSIER REDDITO DI CITTADINANZA
Le prime stime indicano fino a circa 100mila persone che potrebbero rinunciare. I motivi? Importi più bassi delle aspettative abbinata alla paura dei controlli. Per molte persone, insomma, il gioco non varrebbe la candela. I più delusi in particolare si anniderebbero tra i 35mila beneficiari di importi mensili tra i 40 e i 50 euro, gli oltre 11mila tra i 50 e i 75, i quasi 20mila che ricevono tra i 75 e i 100 euro mensili. Ma anche i 40mila che non arrivano a 200 euro.
Importi ben lontani dai 780 euro al mese del beneficio pieno previsto per un single.

