Sanremo 2020 tra Junior Cally e la Nutella: tutte le polemiche (finora)
Dalle gaffe di Amadeus ai soldi destinati a Benigni. Numerosissimi i casi di bagarre per un’edizione all’insegna delle spaccature in Rai
di Francesco Prisco
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Sanremo è specchio del Paese, si è sempre detto. No, è il Paese che è specchio di Sanremo, sostiene qualcun altro. Forse la verità sta in mezzo, forse Sanremo e il Paese sono esattamente la stessa cosa, tra equilibri politici instabili, guerre per interposta persona, grandi manovre intorno alla cosa pubblica e piccoli interessi personali. Dal 1951 a oggi non c’è edizione che non sia accompagnata da polemiche e il Festival numero 70 non fa certo eccezione, anzi: da anni non ne vedevamo di così numerose e varie.
Colpa (o merito a seconda dei punti di vista) del particolarissimo momento che sta attraversando la Rai - l’ad Fabrizio Salini e il presidente Marcello Foa sono espressione della precedente maggioranza di governo - che poi è lo stesso particolarissimo momento che sta attraversando il Paese, con M5S e Lega che fino a ieri erano alleati più o meno allineati e oggi se le suonano di santa ragione. C’è un direttore artistico (Amadeus) nominato da un direttore di Rai 1 (Teresa De Santis) che lo stesso giorno della conferenza stampa di Sanremo ha lasciato il posto a un nuovo direttore di rete (Stefano Coletta). Un direttore artistico che pare non fosse neanche la prima scelta dell’ad (la vulgata vuole che Salini gli preferisse Alessandro Cattelan), ma al tempo stesso porta sulla spalla la mano di Fiorello, sogno proibito di tutti i cda Rai che si sono succeduti in questi anni per la conduzione del Festival. Ma, bontà sua, Amadeus non è affatto buon tetragono ai colpi di fortuna. Che, con tutti questi presupposti, sono tantissimi. Le polemiche si portano dietro le defezioni: dopo Salmo, anche Monica Bellucci ha dato forfait. Qui di seguito proponiamo una guida rapida a tutti i casi che, fino a questo punto, hanno accompagnato l’edizione. Certi del fatto che non saranno gli ultimi.
1) L’ufficio stampa
Tra novembre e il febbraio successivo corrono in mezzo due mesi. Eppure ciò non ha impedito che la prima polemica di Sanremo 2020 spuntasse a novembre 2019: il programma Mediaset Striscia la Notizia accusa la Rai di avere affidato l’ufficio stampa del festival all’agenzia Mn, per la quale aveva precedentemente lavorato Marcello Giannotti, direttore della comunicazione di viale Mazzini. Il caso si risolve con la decisione Rai di gestire direttamente al proprio interno la comunicazione del festival 2020.
2) La lista degli artisti in gara
Si sa: il Paese è piccolo, la gente mormora. La lista dei concorrenti Big della 70esima edizione di Sanremo deve essere annunciata il 6 gennaio, ma già a metà dicembre sui social è tutto un pullulare di indiscrezioni. Più di un profilo di più di un insider rilancia liste di 22 campioni in gara, i primi blog cominciano a scrivere poi il noto settimanale di gossip Chi annuncia il servizio scoop con i nomi dei concorrenti. Come uscirne? Amadeus si affida a un’intervista esclusiva a Repubblica. Scelta strategicamente sbagliata, perché presa malissimo da tutti gli altri organi d’informazione. Non sarebbe stato meglio affidarsi all’Ansa o pubblicare un post su Facebook con i nomi?
3) Il ritorno di Rita Pavone
Il 6 gennaio, nel corso della trasmissione Tv I soliti ignoti, viene ufficializzata la lista dei 24 Big e, a sorpresa, spunta il nome di Rita Pavone. Sui social si arriva subito alla sentenza: «Pel di carota» passa all’incasso per le sue posizioni sovraniste. E c’è chi ricorda i post della cantante a sostegno della linea di Matteo Salvini ministro degli Interni sui porti chiusi. Sul caso interviene la stessa Pavone: «Io sovranista? Ringrazio Salvini come Togliatti». Il ritorno della terza via.
4) Il caso Rula Jebreal
Tra gli ospiti della 70esima edizione Amadeus annuncia anche la giornalista di origini palestinesi Rula Jebreal. Apriti cielo: da destra le fanno pesare il like a un tweet di Gad Lerner contro Salvini e Meloni. In Rai qualcuno pensa di fare marcia indietro sull’ospitata e la diretta interessata si sfoga in un’intervista: «Qualcuno si è spaventato che venisse offerta una ribalta a italiani nuovi, a persone diverse come me che appartengono a un’Italia inclusiva, tollerante, aperta al mondo, impegnata in missioni di dialogo e di pace». Il 7 gennaio, in un summit tra il direttore artistico e l’ad Salini, arriva il definitivo via libera Rai alla Jebreal.








