Come affrontare l'emergenza virus: le differenze fra Italia e Cina
Il sistema di quarantena disposto da Pechino è molto più rigido di quello deciso da Roma, con conseguenze su risultati e tempi di contenimento dell’epidemia
di Biagio Simonetta
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Italia e Cina sono i due Paesi maggiormente colpiti dal coronavirus. I numeri, per fortuna, sono ancora diversi, e fanno pendere la bilancia del contagio totale nettamente vero il gigante asiatico. La crescita giornaliera, però, adesso spaventa l’Italia. E lo fa proprio mentre la Cina – numeri alla mano – pare stia vincendo la sua battaglia. Proprio i numeri ci impongono, allora, di guardare con estremo interesse alle misure adottate da Xi Jinping. E magari di raffrontarle con quelle italiane, dove l’approccio iniziale non sembra aver ottenuto grandi risultati.
Del resto, per dirla con le parole di Bruce Aylward dell'OMS, «l'approccio coraggioso della Cina per contenere la rapida diffusione di questo nuovo patogeno respiratorio ha cambiato il corso di un’epidemia in rapida ascesa e mortale». Vediamo, allora, quali sono le differenze sostanziali fra le principali strategie di difesa adottate in Cina e quella italiana.
Mascherine obbligatorie
Uno dei primi aspetti, forse il più lampante, riguarda le mascherine. Dal 24 gennaio scorso, cioè da quando in Cina è scattato il piano di emergenza firmato dal presidente Xi Jinping, tutti i cittadini cinesi sono obbligati a indossare la mascherina negli spazi pubblici (cioè anche per strada). Non vi è alcuna differenza fra cittadini contagiati e sani: chiunque deve farlo. La pena è l’arresto. E le circa 200milioni di telecamere posizionate in tutto il Paese, sono state aggiornate con software di Intelligenza Artificiale che riescono a individuare i cittadini che non rispettano quest'obbligo.
In Italia, invece, le mascherine rimangono non obbligatorie. Sono necessarie per i pazienti infetti (per evitare il contagio di altri pazienti) e per il personale medico. Il tutto nasce da una differenza di vedute scientifiche fra gli scienziati asiatici e quelli europei: per i primi le mascherine devono essere obbligatorie per tutti, per i secondi no.
Quarantena o lockdown
Il sistema di quarantena cinese è molto più rigido di quello italiano. In Italia la vera quarantena (cioè l'isolamento per 14 giorni) è prevista solo per i pazienti infetti: per questi soggetti vige il divieto assoluto di mobilità. In quelle che furono le prime zone rosse (i comuni del lodigiano e il centro veneto di Vo' Euganeo), venne disposto un lockdown, norma per la quale nessuno entra e nessuno esce dai territori delimitati. Ma non una quarantena domiciliare alla popolazione residente.


