Sfera Ebbasta e la notte di Corinaldo: 5 luoghi comuni da sfatare sulla strage
di Francesco Prisco
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I concerti sono pericolosi. Sfera Ebbasta istiga alla violenza. Sono stati venduti 1.350 biglietti per un locale da 469 posti. A una manciata di ore dalla strage di Corinaldo, sui social e nei giornali è corsa ai processi sommari. Le sei vittime della discoteca Lanterna Azzurra che, nella sciagurata notte tra il 7 e l’8 dicembre, avrebbe dovuto ospitare la star della trap, scuotono le coscienze. Ma, come spesso succede, più che la testa a parlare è la «pancia». E la pancia si accontenta di trovare i colpevoli. A colpi di luoghi comuni. Ve ne proponiamo cinque, tutti da sfatare. Al di là di come la pensiate su concerti e Sfera Ebbasta.
La strage di Corinaldo è avvenuta a un concerto
Falso. La serata con Sfera Ebbasta in programma alla Lanterna Azzurra non era un concerto, ma un’ospitata in discoteca. Genere antico: per attrarre clientela in un locale notturno si invitano personalità del mondo della musica che salgono in console, magari mettono qualche disco (vedi alla voce dj set), dicono un po’ di parole al microfono, accennano a qualche canzone. Un concerto è un evento aggregatore che attrae pubblico da più posti, la logica delle ospitate in discoteca è opposta: è l’artista a raggiungere il pubblico, magari in più apparizioni, brevi e meno impegnative sul piano artistico, nella stessa serata. Per dire: Sfera Ebbasta, reduce da un «firmacopie» al Mondadori Multicenter di Milano, nella notte del 7 dicembre si era alternato tra Riccione e Rimini, soltanto in seguito si sarebbe spostato a Corinaldo, cittadina in provincia di Ancona. Eppure gli eventi di Rimini e Corinaldo sulla carta avrebbero dovuto svolgersi contemporaneamente.
La strage di Corinaldo è colpa di Sfera Ebbasta
Falso. Sfera Ebbasta è esponente del genere trap, variante dadaista e disimpegnata del rap, nei suoi testi promuove l’ostentazione della ricchezza, il consumo di droghe non convenzionali come lo Sciroppo e una visione piuttosto sessista dei rapporti con le donne, ma quello che è accaduto a Corinaldo, a quanto si capisce dalle prime ricostruzione, ha più a che fare con la delinquenza comune e con le norme di sicurezza nei locali pubblici che con la sua particolarissima visione del mondo. Quello che è accaduto alla Lanterna Azzurra molto probabilmente sarebbe potuto accadere anche a un evento sportivo o in metropolitana.
A Corinaldo sono stati venduti 1.400 biglietti
Falso. Questo è uno dei temi più controversi della vicenda e, abbiamo ragione di credere, del processo penale che si porterà dietro. Il primo a lanciare l’allarme sul web è stato un genitore: «Uno dei miei figli aveva il biglietto numero 1350. E lo aveva acquistato in prevendita». Per un’esibizione che avrebbe dovuto tenersi in un locale dalla capienza massima di 870 persone. Chiunque abbia una minima dimestichezza con l’organizzazione di eventi sa, però, che i numeri dei biglietti non sono quasi mai progressivi: la cifra che troviamo stampata sopra è una matrice identificativa. Anche nell’ipotesi che si trattasse di un numero progressivo, comunque, la messa in vendita del biglietto 1.350 non certificherebbe che sono stati messi in verdita 1.350 biglietti. Perché i biglietti in questione potrebbero anche essere stati distribuiti parallelamente su più canali diversi. I numeri ufficiali delle vendite, in ogni caso, sono arrivati dai carabinieri: 680 biglietti, circa 500 dei quali «staccati». La sala principale della Lanterna Azzurra poteva contenere al massimo 459 persone. I testimoni oculari, tuttavia, parlano di più di mille persone presenti. Insomma: quante persone c’erano? Difficile dirlo con esattezza a questo punto delle indagini, considerando che nel locale si entrava anche prenotando un tavolo o mettendosi in lista. Come a una normale festa in discoteca. Perché era una normale festa in discoteca.
È sempre illecito vendere più biglietti rispetto alla capienza
Falso. La norma vale per i locali con posti assegnati, come cinema e teatri. In due altri casi le cose funzionano diversamente. Il primo è quello dell’«evento continuativo o senza gestione della pianta». La festa in discoteca, appunto. C’è ricambio di pubblico, ci sta che i biglietti staccati eccedano la capienza del locale che, come previsto dalla normativa vigente (il Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza), viene verificata da una specifica commissione. Che controlla anche adeguatezza della struttura e delle vie di fuga. È cura dell’organizzatore dell’evento accertarsi che il pubblico, in nessun momento, ecceda la capienza del locale. Poi c’è il caso della vendita conto terzi (articolo 6 del Dm 13 luglio 2000). Esempio: devo riempire un locale da mille posti e affido 200 biglietti a dieci rivenditori diversi (i classici «pr» o anche esercizi commerciali). Alla fine potrei trovarmi con 2mila biglietti venduti. Cosa faccio? Ho tempo cinque giorni per annullare i mille biglietti eccedenti (secondo quanto prescritto dall’articolo 7, comma 1 del Decreto ministeriale di cui sopra).


