Giustizia, ok alla riforma: chi eletto in politica non potrà fare più il magistrato
Approvata dal Consiglio dei ministri la riforma del Csm e dell’ordinamento giudiziario con le norme sullo stop alle porte girevoli. Il pacchetto è stato messo a punto dalla ministra Marta Cartabia
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I punti chiave
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Il Consiglio dei ministri ha approvato la riforma del Csm e dell’ordinamento giudiziario con le norme sullo stop alle porte girevoli. A quanto si apprende, il via libera è stato all’unanimità. Il vertice a Palazzo Chigi è terminato una decina di minuti dopo le 14. Inizialmente convocato alle 10, è slittato alle 11, ed è iniziato dopo le 12 a causa di un ulteriore rinvio chiesto da Forza Italia. Il Consiglio dei ministri è stato non a caso preceduto da una riunione tra il premier, la Guardasigilli Marta Cartabia e i capi delegazione delle forze di maggioranza, per sciogliere i nodi della riforma sull’organo di autogoverno della magistratura.
Draghi: no fiducia su riforma, serve coinvolgimento partiti
«C’è stata condivisione della riforma e delimitazione delle aree con differenze di vedute e impegno ad adoperarsi con i capigruppo per avere priorità assoluta in parlamento entro l’elezione del nuovo Csm». Così il premier Mario Draghi in conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri, che ha evidenziato la necessità di un pieno coinvolgimento delle forze politiche. Di qui la decisione di non porre la questione di fiducia. «È un provvedimento di portata tale che necessita questa apertura» ha concluso Draghi, aggiungendo che c’è stato l’impegno «di tutti ministri a sostenere con i propri partiti questa riforma».
Bozza riforma: chi eletto in politica non farà più il giudice
Per i magistrati eletti non si transige sul ritorno indietro. La bozza della riforma del Csm e dell’ordinamento giudiziario sul tavolo del Consiglio dei ministri prevede infatti che «i magistrati che hanno ricoperto cariche elettive di qualunque tipo o incarichi di governo (da parlamentare nazionale ed europeo, consigliere e presidente di giunta regionale, a consigliere comunale e sindaco) al termine del mandato, non possono più tornare a svolgere alcuna funzione giurisdizionale»
I magistrati ordinari vengono collocati fuori ruolo presso il Ministero di appartenenza. I magistrati amministrativi e contabili «presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, ovvero sono destinati allo svolgimento di attività non direttamente giurisdizionali, né giudicanti né requirenti».
Bozza riforma: mai più incarichi politici senza smettere toga
Non solo. La bozza della riforma introduce il divieto di esercitare funzioni di giudice o pm mentre si ricoprono incarichi elettivi e governativi, anche se in un territorio diverso. Divieto che vale sia per cariche elettive nazionali e locali, sia per incarichi di governo a tutti i livelli. La norma era stata annunciata dalla ministra Cartabia nei mesi scorsi quando si era aperto un dibattito sul caso di Catello Maresca, consigliere comunale a Napoli e contemporaneamente giudice a Campobasso.
