Banche centrali non convincono, Europa a picco e Wall Street sotto i 30mila. Milano chiude a -3,3%, spread giù
La Banca centrale svizzera alza a sorpresa i tassi. Quinto rialzo consecutivo per la Banca d'Inghilterra. Peggiora la crisi energetica, gas tocca 148 euro al MWh. Spread in calo a 216 punti
di Stefania Arcudi
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Il mini-rally di mercoledì ha avuto vita brevissima: gli indici europei hanno chiuso in deciso rosso e Wall Street non è da meno, con il Dow Jones sceso sotto i 30.000 punti per la prima volta da gennaio 2021 e i tecnologici in caduta libera. Così va messo agli atti il ribasso del FTSE MIB di Milano, del CAC 40 di Parigi,del DAX 40 di Francoforte, dell'IBEX 35 di Madrid, dell'AEX di Amsterdam e del FT-SE 100 di Londra.
Oltreoceano il Dow Jones ha chiuso a -2,41%, l’S&P 500 a -3,24% e il Nasdaq a -4,08%.
A mettere di nuovo al tappeto gli indici continentali è l’incertezza sulle prossime mosse della Fed – si temono strette troppo aggressive – e la doppia mossa sul ritocco dei tassi da parte della Banca nazionale Svizzera, a sorpresa, e della Banca d'Inghilterra, in questo caso attesa. Il mercato torna inoltre a preoccuparsi per il mix tra recessione e inflazione, con la guerra in Ucraina che prosegue e la crisi energetica che si intensifica, penalizzando l’azionario. Sembra invece avere funzionato mossa della Bce sullo scudo anti-spread, che pure deve ancora essere costruito: il differenziale di rendimento tra Btp e Bund è calato ulteriormente in area 200 punti, dai 228 del finale di mercoledì. Il timore, però, sottolineano alcuni analisti, è che il sollievo sia di breve durata.
Il nodo delle banche centrali
Mercoledì 15, Fed e Bce hanno sorpreso positivamente i mercati, ma l'euforia è stata di breve durata. La Banca centrale europea ha annunciato di avere incaricato i tecnici di costruire uno scudo anti-spread, che possa proteggere i Paesi più indebitati (come l’Italia) in questa fase di rialzi dei tassi. La Fed ha alzato i tassi di 75 punti base (tanto ma come atteso) e ha preannunciato che nel prossimo meeting di luglio li alzerà ancora tra 50 e 75 (il mercato temeva 75, per cui si sono ridotte le possibilità).
Ma entrambe le banche centrali lasciano per i prossimi giorni grandi incertezze. Nessuno sa come verrà costruito lo scudo della Bce: lo scontro all’interno del consiglio tra «falchi» e «colombe» fa temere che alla fine venga partorito un topolino. E la Fed ha lasciato aperta la porta ad un novo rialzo da 75 punti base, pur sottolineando che non sarà la norma. Dunque l’incertezza rimane su entrambi i fronti.
Svizzera, Banca centrale alza a sorpresa tassi a -0,25%
La Banca nazionale svizzera inasprisce la politica monetaria e innalza di mezzo punto percentuale, a –0,25%, il tasso guida BNS e il tasso di interesse sugli averi a vista detenuti sui suoi conti, per contrastare l’accresciuta pressione inflazionistica. «La politica monetaria più restrittiva mira a impedire che l’inflazione in Svizzera si propaghi ai beni e ai servizi in maniera più diffusa. Non è da escludere che nei prossimi mesi si rendano necessari ulteriori rialzi del tasso di interesse per ancorare l’inflazione a medio termine nell’area di stabilità dei prezzi», si legge nel comunicato diffuso dalla banca. Si tratta di una mossa a sorpresa, non attesa dal mercato e il primo intervento dal 2007, da 15 anni.



