Mercati

BTp, la corsa dei rendimenti: ecco perché le lancette tornano a 10 anni fa

In asta volano i rendimenti dei Buoni a 3, 7 e 30 anni. Lo spread sui Bund arriva in serata a 252 punti base. Il costo medio all’emissione per il Tesoro sale da 0,10% del 2021 a 0,71%: a questi livelli in 12 mesi 6 miliardi in più di spesa

di Maximilian Cellino

Fed, con inflazione record potrebbe accelerare stretta tassi

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Nella macchina del tempo in cui sembrano entrati i mercati obbligazionari le lancette si sono spostate indietro di addirittura 10 anni per i BTp, per tornare fino ai tempi della crisi del debito. Bisogna infatti risalire a tanto per incontrare rendimenti simili in un’asta del Tesoro, che ha collocato titoli di Stato a 3, 7 e 30 anni per un ammontare complessivo di 6 miliardi di euro.

Nell’operazione sono stati assegnati titoli con scadenza agosto 2025 per 2 miliardi e a un tasso di interesse lordo del 3,032%, più o meno raddoppiato rispetto al precedente collocamento di strumenti con pari durata; con scadenza giugno 2029 per 2,5 miliardi al 3,751% e ulteriori 1,5 miliardi suddivisi fra titoli con scadenza settembre 2049 e settembre 2052 e rendimenti rispettivamente del 4,193% e del 4,225 per cento. Per tutti la domanda è stata decisamente sostenuta, ed è questo il lato positivo della vicenda per il Tesoro italiano, con un rapporto di copertura che ha raggiunto addirittura 2,2 per le scadenze più lunghe e redditizie.

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Spread inarrestabile

Inutile forse sottolineare come il dato fosse atteso, vista la marcia al rialzo innestata dai rendimenti obbligazionari di tutto il mondo e l’accelerazione in particolare dei nostri BTp. Il decennale si è attestato al 4,28% per un differenziale nei confronti del corrispettivo Bund tedesco che si è spinto fino a 252 punti base. Gli investitori seguono evidentemente la direzione indicata dalle Banche centrali: dalla Bce e anche dalla Federal Reserve, che mercoledì sera potrebbe alzare i tassi addirittura di 75 punti base. Nel caso specifico italiano e dei Paesi della «periferia» europea conta pure l’assenza di dettagli sul possibile meccanismo di contenimento degli stessi spread per evitare la temuta frammentazione in Europa.

Di certo, il rincaro dei tassi in sede di collocamento, unito all’aumento delle cedole da versare sui titoli indicizzati all’inflazione (circa il 10% dello stock complessivo italiano) inizia a farsi sentire nelle casse del Tesoro, che già nei primi 5 mesi del 2022 ha visto moltiplicarsi sette volte rispetto allo scorso anno (dallo 0,10% allo 0,71%) il costo medio all’emissione per quello che però si rivela purtroppo un bilancio provvisorio. «Se i tassi si confermassero a questi livelli, il rialzo dei rendimenti costerebbe circa 6 miliardi in più al nostro paese nei primi 12 mesi, 12 miliardi nel secondo anno e 18 miliardi nel terzo», stima Gianni Piazzoli, responsabile degli investimenti di Vontobel Wealth Management, facendo tuttavia anche notare che «l’inflazione gonfia anche le entrate fiscali».

LA GIORNATA

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Borse in stallo

Dopo l’ondata di svendite delle sedute precedenti, sui listini azionari si è invece vissuta una giornata di sostanziale attesa per quello che sarà il responso Fed di mercoledì. Da annotare restano quindi le prove di assestamento per Wall Street e per l’Europa, dove Piazza Affari ha chiuso in flessione dello 0,32%, facendo comunque meglio di Parigi (-1,2%), Madrid (-1,43%) e Francoforte (-0,91%). L’impressione generale è che i mercati abbiano già in gran parte scontato una mossa più aggressiva (all’80% secondo i future sui Fed Funds), ma che non siano al tempo stesso ancora molto convinti sul futuro.

Una conferma in tal senso arriva da una delle banche d’affari più influenti a livello globale, quella BlackRock che ritiene ancora prematuro dare il via alle classiche operazioni di buy the dip, gli acquisti cioè che si effettuano dopo una rapida discesa delle quotazioni. Tre sono essenzialmente le ragioni addotte dalla casa di investimenti statunitense: le valutazioni che ancora non sono secondo loro tornate a buon mercato, il rischio che la Fed sia più aggressiva del dovuto sui tassi e le pressioni in crescita sui margini delle imprese.

La azioni Usa hanno sperimentato sulla propria pelle il peggior avvio di anno dagli anni 60, ma per BlackRock non è evidentemente ancora arrivato il momento di prendere rischi: il consiglio è di rimanere «neutrali» almeno per i prossimi 6-12 mesi.

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  • Maximilian Cellino

    Maximilian CellinoRedattore

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: italiano, inglese, tedesco

    Argomenti: Mercati finanziari, politiche monetarie, risparmio gestito, investimenti, fonti alternative di finanziamento, regolamento del sistema finanziario

    Premi: Premio State Street 2017 per il giornalista dell'anno - Categoria Innovazione

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