Reddito di cittadinanza, come fare per evitare revoche e sanzioni
di M. Finizio, F. Landolfi e V. Melis
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La posta in gioco è alta e per accedere al reddito di cittadinanza i documenti da preparare (e aggiornare) sono tanti. La data chiave è il prossimo 6 marzo, primo giorno di invio delle domande. C’è quindi meno di un mese di tempo per controllare di avere tutte le carte in regola. Non basta aggiornare l’Isee per certificare che la famiglia si attesta sotto la soglia dei 9.360 euro, ma per aggiudicarsi la card bisogna dimostrare anche altri requisiti e - soprattutto - comunicare le variazioni (reddituali, patrimoniali e familiari) che sfuggono alla fotografia dell’indicatore della situazione economica.
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Ultimi giorni per la verifica dei requisiti
In ballo c’è il rischio di sanzioni: chi presenterà dichiarazioni o documenti falsi sarà punito con il carcere da due a sei anni; chi non comunica le variazioni che possono comportare la revoca o la riduzione del beneficio, con il carcere da uno a tre anni. Lo prevede il decreto 4/2019 (articolo 7, comma 2) all’esame della commissione Lavoro del Senato.
La domanda si potrà presentare online (con il Pin rilasciato dall’Inps o un’identità Spid) oppure tramite uffici postali e Caf. L’aggiornamento delle informazioni è fondamentale per portare a casa il sussidio, calcolare l’importo in modo corretto e non rischiare sanzioni più pesanti. Per chi è in affitto, ad esempio, servono gli estremi di registrazione alle Entrate del contratto, sia per l’Isee, sia per “sbloccare” la parte del sostegno di 280 euro al mese prevista solo a chi vive in locazione (che è di 150 euro per gli over 67 che hanno diritto alla pensione di cittadinanza). Chi ha un affitto in nero, dunque, non potrà accedervi.
