Reddito di cittadinanza con l’app ma una famiglia su due non ha il wi-fi
di Francesca Barbieri
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Una rivoluzione digitale. È quella che il professor Domenico Parisi, designato dal vicepremier Luigi Di Maio alla presidenza dell’Anpal, ha dichiarato di voler realizzare nei centri per l’impiego italiani, dopo l’esperienza nel Mississippi, dove - come ha dichiarato al Sole 24 Ore - ha creato un modello «interamente digitalizzato per collegare imprenditori e lavoratori in tempo reale, portando così la disoccupazione dal 6,5% al 4,9%». Si tratta in sostanza di una app, la «Mississippi Works», che utilizza i big data per incrociare domanda e offerta di lavoro. Il nostro Governo vuole adattare all’Italia questa applicazione di proprietà del centro di ricerca Nsparc della Mississippi State University, diretto da Parisi.
Funzionerà? L’Italia non è il Mississippi, è ovvio: da noi la disoccupazione supera il 10% ( i nostri disoccupati sono quasi tre milioni, proprio come l’intera popolazione del Mississippi) e i centri per l’impiego riescono a trovare lavoro ad appena il 3,4% degli utenti. La platea di riferimento del reddito di cittadinanza, poi, come stimato dall’Anpal nel corso dell’audizione oggi in Commissione al Senato, non è poi così tanto abituata alle nuove tecnologie. «Sulla base di un'indagine Istat abbiamo individuato in circa un milione e settecentomila i potenziali destinatari di politiche attive, che possono quindi essere avviati e accompagnati subito al lavoro» ha detto il presidente Maurizio Del Conte, sottolineando come questa sia quindi la «platea dei potenziali utenti dei centri per l'impiego, pari al 30% del totale». Del Conte ha spiegato come questo dato sia «fondamentale» considerando anche le «criticità e sofferenze nella rete dei centri per l'impiego».
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Secondo Del Conte «una vasta e maggioritaria quota» dei potenziali beneficiari del reddito che saranno avviati al percorso per il reinserimento al lavoro «non è dotata degli strumenti informatici necessari» a essere «continuamente collegati con le piattaforme».
Il decreto pensioni-reddito stabilisce che ogni beneficiario del reddito di cittadinanza è tenuto a registrarsi sull’apposita piattaforma digitale e consultarla quotidianamente per la ricerca del lavoro. Condizione indispensabile sarà dunque disporre di un qualsivoglia device attraverso il quale interagire con gli addetti dei centri per l’impiego o con i nuovi navigator (ne saranno assunti 6mila).


