Tassa sugli extraprofitti delle banche, le posizioni dei partiti
Pd e M5S si intestano la paternità della misura, Terzo Polo contrario. Nella maggioranza critiche da Forza Italia
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I punti chiave
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Tra le opposizioni è corsa - escluso il Terzo Polo, per una volta unito - a intestarsi la paternità della tassa una tantum sugli extraprofitti delle banche, approvata a sopresa dal Consiglio dei ministri nel decreto Asset. Mentre nella maggioranza spunta il giudizio critico di Forza Italia che, di fronte al tonfo dei titoli bancari a Piazza Affari - 9,5 miliardi bruciati in Borsa in una sola seduta - parla con il suo capogruppo alla Camera, Paolo Barelli, di un «provvedimento che probabilmente il Governo avrebbe dovuto valutare meglio». E si moltiplicano le reazioni dal mondo della finanza e dell’economia.
Le critiche di Forza Italia e la sponda delle opposizioni
Il distinguo di Forza Italia è ridimensionato dal deputato azzurro con l’invito alle banche a fare «la loro parte» alzando i tassi sui depositi. Ma Barelli ha anche ipotizzato emendamenti e nel passaggio alle Camere il provvedimento potrebbe trovare una sponda nell’opposizione, con il Movimento 5 Stelle che da mesi propone una tassa straordinaria e se ne intesta la paternità.
Per Maurizio Gasparri, vicepresidente del Senato ed esponnete di Forza Italia, la misura ha bisogno di «dettagliate definizioni tecniche e di una approfondita discussione per capire la reale quantità di risorse disponibili e come utilizzarle per ottenere i massimi vantaggi per le famiglie. Bisogna agire sui mutui e sulle retribuzioni, andando nella direzione indicata da Forza Italia. Che propone la detassazione delle tredicesime e degli straordinari. Su questo versante ci impegneremo nel Parlamento e nel confronto con gli operatori».
Misiani (Pd): fondi a imprese e famiglie fragili
Tiepido il Partito democratico, che nelle scorse settimane aveva depositato in Senato una proposta per sterilizzare l'aumento delle rate dei mutui. «Meglio tardi che mai. È Meloni che copia Pedro Sánchez: in Spagna questo provvedimento l’hanno adottato a dicembre 2022» dice l’ex vice-ministro e responsabile Economia del Pd Antonio Misiani. «È una misura che poteva essere preparata e costruita meglio - sostiene in un’intervista alla Repubblica -. Ma è utile per affrontare l’emergenza sociale del Paese». Ma, avverte Misiani, prima di votare sì alla norma in Parlamento «dobbiamo capire dove vanno a finire queste risorse, si parla di 2-3 miliard». «Quei soldi vanno investiti su misure sociali, come l’aiuto alle imprese e alle famiglie fragili colpite dal caro mutui».
M5S: «Ci copiano»
«Ci criticano, ci snobbano, ci accusano di demagogia. Poi non riescono ad ammetterlo, ma devono darci ragione. Attendiamo comunque di leggere il testo» dice il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte.

