Le partite

Governo Meloni, autunno caldo, anzi “impegnativo”: manovra economica, Pnrr, Mes e altro

Sullo sfondo le elezioni europee di giugno 2024. Un voto in cui il centrodestra punta a scombinare gli equilibri a Strasburgo e Bruxelles per rafforzare la maggioranza a Roma

di Andrea Carli

Salario minimo, Meloni prende tempo

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Si preannuncia un “autunno caldo” (il copyright dell’espressione è dei sindacati) per il Governo Meloni. La prima partita si giocherà sul terreno della politica economica, e riguarderà la scrittura della legge di Bilancio. Il fischio di inizio è a settembre con il via libera alla nota di aggiornamento del Def, scheletro della manovra che verrà. Anche quest’anno l’esecutivo potrà contare su una coperta che, sul piano delle risorse da mettere sul tavolo, si annuncia corta (si vedano le ultime dichiarazioni del ministro dell’Economia Giorgetti al Meeting di Rimini): servono trenta miliardi.

La partita della manovra è strettamente connessa con le relazioni tra Italia e Ue. Con la conseguenza che dossier sulla carta più interni si trovano ad acquisire una valenza europea. Entro il 15 ottobre l’Italia dovrà presentare la bozza del documento programmatico di bilancio. Bruxelles si aspetta che vengano messe in pratica le raccomandazioni date con il pacchetto di primavera e su cui la Commissione si dovrà poi pronunciare in modo che se ne possa tener conto prima del varo. Per Roma le raccomandazioni sono di contenere la crescita della spesa primaria entro l’1,3% (rispetto al +0,8% atteso).

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Manovra, Giorgetti: sarà veramente complicata, non si potrà fare tutto

Ma in l’autunno si svilupperà una vera e propria trattativa con l’Ue. Sarà su più fronti: oltre alla legge di Bilancio, le parti si confronteranno sul rebus per la ratifica della riforma del Mes , sul nuovo Patto di stabilità e le regole per la gestione dei conti pubblici e, naturalmente, sull’attuazione del Pnrr. Sullo sfondo le elezioni europee di giugno 2024. Un voto in cui il centrodestra punta a scombinare gli equilibri a Strasburgo e Bruxelles per cementificare la maggioranza a Roma. FdI, Lega e Forza Italia appartengono a famiglie europee diverse e hanno diverse strategie per ora. Anche per questo, la lunga corsa rischia di influenzare molte delle dinamiche di politica interna.

In tutto questo le opposizioni aspettano il centrodestra al varco.

I dossier si intrecciano, a cominciare da quelli di respiro europeo .

Mes

Il primo dossier di portata europea riguarda il Meccanismo europeo di stabilità. Nella visione del governo questo dossier va valutato in un unico pacchetto con il Pnrr. Ed è qui che gli equilibri si fanno più delicati. In Parlamento si tornerà sul Mes a novembre, dopo la sospensiva decisa all’inizio di luglio, quando ci sarà da riannodare il filo della ratifica dell’accordo di modifica, la cui scadenza è fissata per il 31 dicembre. Allo stato attuale l’Italia è l’unico Paese dell’Eurozona a non aver ancora provveduto.

Pnrr

Tra i dossier europei non può mancare dunque il Piano nazionale di ripresa e resilienza. Incassato l’ok di Bruxelles sulla terza rata gli occhi sono adesso puntati sul progetto di rimodulazione del Piano che il governo ha trasmesso alla Commissione europea. Il Pnrr rivisto e corretto contiene 144 proposte di modifiche, tra progetti e riforme, integrato con gli interventi del programma per la transizione energetica RepowerEu.

La riforma del Patto di Stabilità e di crescita

Sulla partita delle risorse da destinare alla copertura della manovra pesa (e non poco) anche il tema delle nuove regole del Patto di stabilità. La ripresa del negoziato a Bruxelles è alle porte e l'Italia, che come posizione negoziale chiederà di escludere gli investimenti, preme perché si approvi entro l'anno la riforma, in modo da avere le nuove regole dall'1 gennaio 2024. Ma a che punto siamo con la riforma del Patto? La presidenza di turno ha presentato al consiglio dei ministri dell'Economia a Bruxelles un documento che fissa quattro “pilastri” principali del confronto, per organizzare il lavoro delle prossime settimane e arrivare all'Ecofin con un'intesa e approvare entro fine anno la nuova governance economica. Lo “show down” sul Patto è atteso a metà settembre con il consiglio informale dei ministri dell’Economia organizzato dalla presidenza spagnola a Santiago di Compostela, puntando poi a un accordo politico per metà ottobre. Nessun dubbio sulla volontà di tutti di far presto.

La riforma mette al centro traiettorie di spesa pluriennali da concordare in anticipo tra le cancellerie e Bruxelles. Peccato che si tratta ora di trovare una sintesi nella solita divisione tra “rigoristi” e “Paesi cicala”, con già Francia e Germania che si sono scontrate a luglio nella contrapposizione tra chi osteggia gli automatismi (Parigi) e chi chiede regole certe di riduzione annua del debito (Berlino). In tutto ciò l’Italia chiede una sorta di golden rule temporanea che consideri diversamente gli investimenti nelle sfide strategiche della transizione, con un importante assist al riguardo giunto dal parere della Bce sulla riforma.

I dossier più “interni”

Ci sono poi dossier interni: la seconda parte della riforma della giustizia (separazione delle carriere e prescrizione i temi caldi), la gestione dei flussi migratori (tra la settimana prossima e quella successiva è atteso il via libera a un decreto con una stretta sulle espulsioni dei migranti irregolari), il salario minimo.

Salario minimo

Mentre bolle in pentola l’iniziativa del Cnel, voluta dalla presidente del Consiglio dopo il faccia a faccia con le opposizioni, il dossier tornerà in Assemblea a fine settembre dopo la sospensiva di 60 giorni approvata dalla Camera lo scorso 3 agosto. Il Pd ha annunciato che siamo a quasi 300mila firme.

Pensioni

Governo e parti sociali si confrontano da mesi. Le distanze restano. Già in programma due appuntamenti il 5 e il 18 settembre. L’esecutivo lavora sulla flessibilita’ in uscita con l’obiettivo di confermare quota 103 anche per il 2024 e, insieme, estendere le categorie dell’Ape sociale. Poi c’è da fare i conti con l’inflazione. E servono risorse: circa 14 miliardi per adeguare tutte le pensioni. Non soddisfatti, finora, i sindacati che tra le varie richieste spingono per il ripristino di Opzione Donna con i requisiti originari.

Dl Omnibus

Costituirà una dura prova parlamentare per la maggioranza. Dalla tassazione degli extraprofitti delle banche al caro-voli, passando per le misure sull’incremento dei taxi, il decreto licenziato dal Consiglio dei ministri il 7 agosto andrà incontro a una raffica di emendamenti che affolleranno le scrivanie delle commissioni. Tutte le categorie coinvolte premono infatti per operare modifiche e il governo ha aperto a qualche correttivo.

Giustizia

La ripresa dei lavori parlamentari vedrà , tra le priorità , la riforma della giustizia. Il ddl Nordio è stato incardinato in II commissione al Senato, dove verrà esaminato in sede referente e dovrà ricevere i pareri di Affari costituzionali, Difesa e Bilancio. Il percorso però non appare semplice per un disegno di legge che continua a far discutere la politica.

Energia

Con gli stoccaggi italiani oltre il 90% e quelli europei all’89,9% l’inverno fa meno paura. Ma restano le tensioni sul prezzo, l’avvio e il consolidamento di nuovi canali di approvvigionamento, le sfide della transizione energetica.

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