
Cambi: yen accelera sul dollaro, mercato sospetta intervento di Tokyo
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 02 set - Seduta movimentata per lo yen che ha registrato oggi un improvviso apprezzamento nei confronti del dollaro, alimentando tra gli operatori l'ipotesi di un intervento delle autorita' giapponesi sul mercato valutario. Non sono tuttavia arrivate a riguardo conferme ufficiali. Dopo avere guadagnato fino all'1,23%, la valuta nipponica si e' poi assestata attorno a un rialzo dell'1% a 158,71 yen per dollaro. Il movimento si e' verificato in assenza di notizie apparentemente sufficienti a giustificarne l'intensita' e secondo alcuni analisti questo porta a pensare che vi possa essere stato un intervento della banca centrale. Secondo alcuni operatori, le autorita' potrebbero essersi limitate a effettuare una verifica delle quotazioni presso le principali banche, procedura (il cosiddetto rate-check) spesso considerata preliminare a un intervento. La richiesta non comporta acquisti di valuta, ma segnala al mercato che il governo potrebbe essere pronto ad agire. Lo yen aveva gia' iniziato la seduta in rialzo, sostenuto dalle crescenti aspettative di un nuovo aumento dei tassi della Banca del Giappone nella riunione del 17 e 18 settembre. Il governatore Kazuo Ueda ha affermato che, con l'inflazione di fondo in avvicinamento al 2%, la banca centrale deve prestare maggiore attenzione ai rischi al rialzo per i prezzi. Anche il componente del consiglio Hajime Takata si e' espresso a favore di aumenti dei tassi tempestivi e flessibili. Le dichiarazioni hanno contribuito a portare il rendimento dei titoli di Stato giapponesi a due anni sui massimi dal 1995. Le aspettative sono state rafforzate dal segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent, che durante un incontro con Ueda al G20 ha sollecitato misure monetarie decise per contrastare la debolezza del yen e contenere le pressioni inflazionistiche.
La prospettiva di tassi piu' elevati sostiene la valuta, ma finora non e' bastata a invertirne stabilmente la tendenza all'indebolimento. Il Giappone, fortemente dipendente dalle importazioni energetiche dal Medio Oriente, risente dell'aumento dei prezzi di petrolio e gas. A fine luglio lo yen era sceso fino a 163,98 per dollaro, minimo da circa quarant'anni, prima dell'intervento congiunto di Giappone e Stati Uniti. La valuta aveva successivamente recuperato fino a 155,21, per poi tornare a perdere terreno.
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