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Borsa: crisi debito torna a far paura, Milano (-2,5%) scivola sotto 50mila punti

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 07 ott - Le Borse europee tornano nella morsa dei rendimenti dei titoli di Stato, che fanno sempre piu' paura ai mercati, gia' alle prese con il petrolio sopra i 100 dollari al barile, l'inflazione sopra le attese e la crisi geopolitica in Medio Oriente. Fattori di allarme che per gli osservatori possono tradursi, almeno in prospettiva, in un rialzo dei tassi di interesse da parte delle Banche centrali piu' rapido del previsto. Tra i listini del Vecchio Continente, che chiudono con passivi superiori all'1%, si distingue in negativo la Borsa di Milano che lascia sul terreno il 2,5% e torna sotto i 50mila punti per la prima volta da inizi giugno. Nel mirino delle vendite finiscono le banche e soprattutto il settore tech, che risente dei tassi alti alla luce degli ingenti finanziamenti ottenuti fin qui nella corsa all'AI. La paura e' anche per i debiti sovrani. In questo contesto, i piu' penalizzati sono i titoli di Stato francesi e italiani, con il rendimento del BTp decennale ai massimi dall'ottobre 2023 e lo spread in area 115 punti (mai cosi' in alto da aprile 2025). Non va meglio negli Usa dove la cedola dei Treasury a lungo termine e' al top dal 2002.

A Piazza Affari, il segno rosso tocca quasi tutti i titoli del listino principale. Tra le poche a salvarsi Inwit (+1,9%) e Stellantis (+1,4%), mentre all'opposto si registra il tracollo nel tech di Technoprobe (-6%), St (-4,1%) e Prysmian (-4,7%). Vendite a pioggia sulle banche, da UniCredit (-4,2%) a Intesa Sanpaolo (-4%) che perdono quota assieme al resto del comparto del credito e quello assicurativo. -0,2% per Recordati dopo che i fondi Cvc e Gbl hanno rilanciato l'Opa alzando il prezzo a 53 euro per azione. Fuori dal Ftse Mib, crolla del 12,8% Ieg dopo il collocamento del 3,4% del capitale.

Sul fronte dei cambi, l'euro torna a perdere terreno e scambia a 1,1188 dollari (da 1,1265 dollari ieri in chiusura), dopo essere scivolato ai minimi da 17 mesi in area 1,1160. La moneta unica vale anche 176,87 yen (da 178,08) mentre il dollaro/yen sale a 158,12 (da 158). Lato energia, infine, in rialzo del 3,5% a 78,4 euro al MWh il gas ad Amsterdam, mentre il Brent di dicembre sale a 101,9 dollari al barile (+1,3%) e il Wti di novembre a 89,8 dollari (+0,4 per cento).

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