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Borsa: svolta Usa-Iran spinge Europa su nuovi record, Milano rompe tetto 52mila

Su finale tornano timori dazi e Piazza Affari rallenta +0,7% (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 15 giu - La svolta tra Usa e Iran, l'imminente riapertura di Hormuz, il rally di SpaceX (che trascina con se' il tech mondiale) e la brusca frenata del petrolio che riduce di colpo le pressioni inflazionistiche (e quindi i timori di un rialzo dei tassi).

I mercati europei, pur in ordine sparso, toccano nuovi record sull'Euro Stoxx 600 e festeggiano cosi' il primo vero segnale che la crisi in Medio Oriente potrebbe finire grazie a un accordo di pace tra Washington e Teheran, con la firma prevista a stretto giro e i prossimi 60 giorni per trattare gli ultimi dettagli sul nucleare iraniano. Ma sul finale gli indici in parte rallentano per i timori di una guerra stavolta commerciale, con Donal Trump che ha gia' minacciato, prima del G7 in Francia, dazi al 100% sul vino se Parigi non eliminera' la sua tassa sui servizi digitali. A crescere, intanto, e' anche l'attesa per l'esordio di Kevin Warsh alla Fed per capire come impostera' il suo mandato (anche se sui tassi non si attendono sorprese).

Chi brinda e' anche Piazza Affari, dove l'indice Ftse-Mib prosegue il suo rally per la terza seduta di fila e sfonda per la prima volta il tetto dei 52mila punti, per poi ripiegare e chiudere poco sotto a +0,7%. Sul podio Ferrari (+4,1%) spinta anche dagli analisti, Stellantis (+3,3%) e Bper (+3,3%) tra le banche protagoniste del risiko bancario.

A frenare sono invece Avio (-5,1%) e i petroliferi in scia al calo del greggio, come Eni (-4,7%) e Tenaris (-1,9%). +1,7% per UniCredit alle prese con l'Opa su Commerz che a breve iniziera' i suoi tempi supplementari per altre due settimane.

Sul mercato valutario, l'euro si rafforza a 1,1603 dollari (da 1,1581 in chiusura venerdi'). La moneta unica vale inoltre 185,81 yen (da 185,5), mentre il cambio dollaro/yen si attesta a quota 160,1 (da 160,2). Tonfo del gas naturale che perde oltre il 9%, scendendo a 42,4 euro per MWh. In rialzo anche il bitcoin, che guadagna oltre il 2% a 66.590 dollari. La schiarita Usa-Iran, infine, fa sentire i suoi effetti sul petrolio con il Wti di luglio in calo a 80,6 dollari al barile (5%) e il Brent di agosto a 83,1 dollari (-4,8 per cento).

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