
Private credit: prestiti in sofferenza ai livelli del 2017 (Ft)
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 17 ago - Aumentano le tensioni nei portafogli di private credit, con alcuni dei maggiori fondi costretti a svalutare gli investimenti e a segnalare una crescita dei prestiti problematici. Secondo un'analisi del Financial Times su dati Solve, il valore dei crediti deteriorati detenuti dai principali operatori e' salito ai livelli piu' elevati dal 2017, quando il settore risentiva del crollo dei prezzi petroliferi. Nel secondo trimestre, i prestiti classificati come "non-accrual" dalle 20 maggiori Business Development Companies quotate hanno raggiunto una quota mediana del 2,8% del costo, contro il 2% di fine marzo. La classificazione indica che il debitore ha interrotto i pagamenti oppure che il fondo ritiene probabile un prossimo default. David Golub, co-amministratore delegato di Golub Capital, ha parlato di uno "stress creditizio elevato", sottolineando che il settore e' entrato in un vero e proprio ciclo del credito.
Fitch Ratings ha intanto segnalato che a luglio i default nel private credit hanno toccato un nuovo record. Dati separati di PitchBook Lcd mostrano inoltre che nel secondo trimestre le maggiori Bdc quotate si sono nuovamente ridimensionate, penalizzate dalle svalutazioni e da vendite e rimborsi di prestiti superiori ai nuovi finanziamenti concessi. Tra i fondi nei quali i rimborsi hanno superato i nuovi prestiti figurano veicoli quotati gestiti da Kkr e Blue Owl, oltre a MidCap Financial di Apollo Global. I dirigenti di Kkr hanno attribuito il fenomeno alla limitata attivita' sul mercato e alla decisione di uscire da alcuni finanziamenti. I dati - afferma il quotidiano londinese - evidenziano le difficolta' di un'industria che aveva puntato sul private credit come importante fonte di crescita, raccogliendo capitali da assicurazioni, fondi pensione e investitori facoltosi. La rapida espansione e le commissioni generate da questi veicoli avevano sostenuto le valutazioni di Blue Owl, Ares Management, Blackstone, Apollo e Kkr. Il calo dei rendimenti e i consistenti deflussi hanno pero' pesato sulle azioni del comparto. I maggiori operatori riconoscono che, dopo un lungo periodo di insolvenze contenute, fallimenti e ristrutturazioni stanno tornando verso le medie storiche. Molti dirigenti dell'industria, che gestisce circa 2mila miliardi di dollari, ritengono tuttavia eccessivo l'allarme sulle difficolta' del private credit e attribuiscono parte dei deflussi alla copertura negativa dei media.
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