
Borsa: Europa avanti piano a meta' seduta, Milano (+0,4%) la migliore con St
Greggio ancora in rally, dollaro si indebolisce (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 17 ago - L'Europa prosegue in cauto rialzo a meta' seduta nel giorno in cui scade la tregua di 60 giorni tra Usa e Iran stipulata in occasione dell'accordo di Islamabad. Secondo quanto riferito al Wall Street Journal da fonti iraniane e arabe, Teheran ha usato gli ultimi due mesi per prepararsi a uno scontro piu' ampio. Da parte sua, il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha detto che 'non esiste alcuna scadenza di 60 giorni nel testo del memorandum d'intesa' e che nel MoU si stabiliva 'una finestra temporale' per proseguire 'i colloqui su due assi', ovvero l'allentamento delle sanzioni e la questione nucleare, 'che avrebbe potuto essere prorogata qualora non fosse stato raggiunto un risultato'. Cosi', il Ftse Mib di Milano e' il migliore del Vecchio Continente in rialzo dello 0,4%, seguito dall'Aex di Amsterdam (+0,2%). +0,1% per il Ftse 100 di Londra e il Dax di Francoforte. Restano piu' indietro il Cac di Parigi (-0,05%) e l'Ibex di Madrid (-0,2%). Contrastati i future a Wall Street: avanzano quelli sul Nasdaq, mentre restano deboli quelli sul Dow Jones.
E mentre, sempre secondo Baghaei, i colloqui tra Teheran e Oman sullo Stretto di Hormuz proseguono, le quotazioni del petrolio sono tornate a salire dopo una mattinata incerta: il Brent avanza cosi' dello 0,78% a 89,21 dollari al barile, mentre il Wti scambia a 82,74 dollari (+0,4%). Poco mosso il gas ad Amsterdam a 61,4 euro al megawattora (-0,01%).
Sull'azionario, a Piazza Affari sono i titoli legati al tech a trainare il listino, in scia ai buoni risultati del settore un Asia: cosi' svetta St (+4,1%) seguita da Prysmian (+2,42%). Bene anche Finecobank (+2,57%), con Berenberg che ha alzato il target price a 28 euro da 27 e confermato il 'Buy', e Ferrari (+1,75%), che beneficia dei buoni risultati nelle aste d'epoca. Sotto la lente Stellantis (+0,44%) dopo le voci secondo cui il gruppo starebbe rivedendo la strategia tecnologica in Sud America sotto la pressione competitiva dei produttori cinesi. Debole UniCredit (-0,34%) nonostante, secondo quanto riportato da Bloomberg, il governo tedesco e' aperto a discutere la vendita del 12,7% di Commerzbank (-0,18% a Francoforte) controllato da Berlino a UniCredit se i due istituti riusciranno a stabilire una strategia condivisa. In coda Fincantieri (-1,9%) e Nexi (-1,4%).
Sul valutario, il ridimensionamento delle aspettative di un rialzo dei tassi da parte delle Fed indebolisce il dollaro con il cambio euro dollaro che dopo essere tornato ai massimi da due mesi a quota 1,16 ora vale 1,1592 (da 1,1581 alla chiusura di venerdi'). La moneta unica vale anche 184,48 yen (da 184,3), mentre il cross dollaro/yen e' a 159,15 (da 159,09). Per le materie prime, torna a salire l'oro, con il contratto spot che sfiora i 4.400 dollari l'oncia (+0,45%).
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