
Borsa: Europa positiva tra proposte e minacce Usa-Iran, Milano (-0,9%) paga effetto cedole
In buon rialzo titoli oil, Eni su di oltre il 3% (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 18 mag - Ancora una volta e' stata una seduta ad alta volatilita' per le Borse europee, sospese alle notizie provenienti dal Medio Oriente.
Le nuove minacce del presidente americano, Donald Trump, in mattinata hanno incoraggiato le vendite, ma poi nel pomeriggio l'ipotesi rilanciata dai media iraniani su una possibile sospensione delle sanzioni al petrolio ha fatto tirare un sospiro di sollievo agli investitori. Per altro Reuters ha anche rilanciato che gli States sarebbero disponibili a una lieve apertura in tema di nucleare. In piu' Al Arabiya ha riferito che Teheran sarebbe favorevole a una tregua lunga e a piu' fasi, a un'apertura graduale di Hormuz e anche ad accettare un lungo periodo di congelamento del suo programma nucleare a condizione di trasferire l'uranio altamente arricchito in Russia. Poi pero' nel pomeriggio la doccia gelata: il sito americano Axios ha rilanciato le indiscrezioni secondo cui la Casa Bianca ha rispedito al mittente la proposta di Teheran, ritenendola "insufficiente" . Nel complesso, il susseguirsi convulso di notizie e indiscrezioni ha provocato scossoni nei listini europei, che comunque hanno chiuso in territorio positivo, anche se sotto i massimi di giornata. Intanto Wall Street e' positiva, beneficiando anche del fatto che la febbre sui tassi di interesse dei Treasury Usa non sta salendo ancora, sebbene il rendimento del decennale rimanga su livelli di guardia al 4,6%. Francoforte ha vantato la performance migliore in progresso dell'1,24%. Milano ha chiuso in calo dello 0,91%, ma le perdite sono solo apparenti e da annoverare all'effetto dello stacco dei dividendi che ha pesato sull'indice principale per l'1,5%. Lo spread ha terminato in area 76 punti, con il rendimento dei decennali italiani in lieve calo al 3,92%.
A Piazza Affari sono andate bene le azioni delle banche.
Unicredit ha guadagnato lo 0,28%, nonostante il nuovo botta e risposta tra la banca e la sua preda, Commerzbank. Hanno ripreso tono le azioni del lusso, con Cucinelli su di oltre il 2%, nel giorno dello stacco cedola. Anche i titoli oil hanno chiuso in rialzo, mentre il valore del greggio ha piu' volte cambiato la rotta: il wti, contratto di giugno, vale 106,8 dollari al barile (+1,35%) e il Brent del mare del Nord con scadenza luglio 110,98 dollari (+1,5%). Eni e' salita del 3,2% e Saipem del 2,4% (entrambi hanno staccato la cedola).
Sul fronte energetico, il gas naturale e' scambiato a 49,91 euro al megawattora (-0,5%). Nell'arena dei cambi, l'euro vale 1,1647 dollari (ieri era a 1,1623) e 184,97 yen (184,56), mentre il dollaro/yen e' pari a 158,82 (158,73).
Poco mosso l'oro, con il contratto spot a 4541.84 dollari l'oncia (inv). Infine il bitcoin si attesta a 76.829 dollari giu' del 2%.
emi.
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