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Borsa: stallo Iran e corsa greggio frenano Europa, a Milano (-0,3%) brilla l'oil

Brent oltre i 90$ (+0,7%) (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 18 ago - Lo stallo delle trattative in Iran pesa sulle Borse europee. Cosi', complice anche la corsa del petrolio con il Brent oltre la soglia dei 90 dollari al barile, i listini del Vecchio Continente aprono in rosso: Milano arretra dello 0,35% e sono in calo anche Parigi (-0,07%), Francoforte (-0,24%) e Madrid (-0,02%), mentre resistono sopra la parita' quelli su Amsterdam (+0,03%) e Londra (+0,09%). Nel frattempo, sono deboli anche le Piazze asiatiche (-2,48% per il Nikkei giapponese in chiusura), con il nuovo rialzo dei rendimenti obbligazionari ha controbilanciato il rinnovato ottimismo legato agli investimenti nell'AI.

Tornando al Medio Oriente, da settimane la Casa Bianca promette l'arrivo di un accordo sul nucleare sull'Iran, mentre l'Oman impegnato a mediare sulla riapertura dello Stretto di Hormuz. L'intesa tuttavia, anche alla luce della scadenza del cessate il fuoco di 60 giorni siglato tra i due Paesi a Islamabad lo scorso giugno, sembra ancora lontana. In piu', la frustrazione del presidente americano Donald Trump per questo stallo nelle scorse ore si e' rivolta anche verso l'Oman, accusato di ostacolare il raggiungimento di un accordo. "Non credo che si siano comportati molto bene, ma li gestiremmo molto facilmente, proprio come facciamo con gli altri", ha dichiarato il tycoon in una conferenza stampa nello Studio Ovale, minacciando di bombardare il Paese del Golfo. Una prospettiva che ha riportato la tensione sul mercato del petrolio (+0,66% a 91,55 dollari al barile per il Brent e +1,31% a 85,61 dollari per il Wti) e del gas (+1,2% a 62,5 euro al Mwh ad Amsterdam), riflettendosi a cascata anche sull'azionario.

A Piazza Affari avviano infatti la giornata in rialzo Saipem (+1,23%), Eni (+0,69%) e Sanm (+0,5%). La maglia rosa del listino va pero' a Nexi, che guadagna l'1,4% dopo aver sfiorato inizialmente guadagni per il 3%. Sul fronte opposto, i realizzi colpiscono il tech, dopo l'ondata di ottimismo sull'AI scatenata dal boom dei conti trimestrali di Antrophic ieri. St cede cosi' il 2,79% e Prysmian il 2,14%. Focus anche sul risiko, con l'ad di Mps (inv.) Luigi Lovaglio, secondo il Corriere della Sera, non avrebbe abbandonato l'idea di contrastare l'offerta di Intesa (+0,13%), nonostante il dietrofront di Bpm (-1,18%) su un possibile matrimonio. Occhi anche su Unicredit (-0,31%), con il governo tedesco che potrebbe prendere in considerazione la vendita di una quota di Commerzbank (-0,3% a Francoforte) all'istituto italiano, qualora le due banche riuscissero a concordare una strategia comune.

Passando al valutario il ridimensionamento delle aspettative di un rialzo dei tassi da parte delle Fed pesa ancora sul dollaro, sceso ieri ai minimi da tre mesi. Il biglietto verde e' indicato a 1,1571 per un euro (da 1,1585 ieri in chiusura) e vale 159,73 yen (da 159,35), mentre il rapporto euro/yen e' a 184,83 (da 184,60).

Cog.

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