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Borsa: Black Monday per l'Europa, Milano (-1,9%) ai minimi da maggio con banche ko

Banco Bpm tra le peggiori (-3,7%); si salva Eni (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 19 ott - Gira tutto storto per i mercati europei, tra rialzi dei rendimenti dei bond, proteste di piazza, pressioni inflazionistiche e allarmi in Medio Oriente. Una fase di tensione dalla quale gli indici faticano a uscire, con le Borse del Vecchio continente che chiudono tutte in rosso e registrano cali a ridosso del 2%. Sullo sfondo anche i timori di una stretta monetaria, mentre il petrolio frena ma resta su livelli di guardia (il Brent e' sopra i 108 dollari). La peggiore e' Milano che riporta indietro le lancette di cinque mesi esatti, terminando le contrattazioni con un passivo sul Ftse Mib dell'1,9%, ai minimi da fine maggio. Prosegue il momento nero delle banche e il settore a livello continentale ha ormai perso quasi il 10% in un mese. In attesa delle trimestrali, salgono gli spread dei francesi Oat e i Btp italiani decennali, con 'i disordini del fine settimana in Francia e l'allargamento della protesta all'Italia che non aiutano' spiegano gli analisti. Sotto i riflettori c'e' l'avvio domani delle votazioni nell'Assemblea francese sulla legge di bilancio.

A Piazza Affari, vendite a pioggia sulle protagoniste del risiko: Banco Bpm (-3,7%) dopo che gli analisti di Jefferies hanno ridotto il target price in attesa dei conti. Giu' Unipol (-3,2%) e Bper (-2,2%). -2,2% anche per il Monte dei Paschi dopo le tensioni tra la Fondazione Mps, che guarda all'Opas di Intesa (-2,2%), e gli enti locali senesi sul destino dell'istituto. Rosso per Stellantis (-3,2%) in scia al comparto europeo dell'automotive. Tra le poche a salvarsi Technoprobe (+1,1%) che interrompe la scia di sedute negative ed Eni (+0,7%).

Sul valutario, l'euro torna a perdere terreno a 1,1217 dollari (da 1,1245 venerdi' in chiusura). La moneta unica vale anche 177,7 yen (da 177,6), mentre il cross dollaro/yen e' a 158,41 (da 157,90). Sul fronte energetico sale il gas a quota 88 euro al MWh (+'0,6%), all'opposto frena il petrolio dopo il recente rally: il Brent di dicembre scambia a 18,1 dollari al barile (-1,5%) e il Wti di novembre a 100,6 dollari (-0,8 per cento).

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