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S&P: aumento spesa per difesa Ue sosterra' industria ma pesera' sui conti pubblici

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 25 giu - L'aumento della spesa per la difesa in Europa rafforzera' il merito di credito delle aziende del settore, ma avra' benefici limitati sulla crescita economica nel breve termine e rischia di accentuare le pressioni sui conti pubblici di diversi Paesi.

E' quanto afferma S&P Global Ratings in un'analisi dedicata al riarmo europeo. Secondo l'agenzia, il progressivo venir meno dell'affidamento sulla protezione militare degli Stati Uniti e il protrarsi della guerra tra Russia e Ucraina stanno spingendo i governi europei ad aumentare in modo significativo i bilanci della difesa. L'incremento della spesa, tuttavia, sara' molto disomogeneo. Polonia e i Paesi baltici guidano gia' la classifica con investimenti compresi tra il 4,8% e il 5,4% del Pil. La Germania, favorita da maggiori margini di bilancio, punta a salire dal 2,8% del Pil nel 2026 al 3,5% nel 2029. Piu' difficile sara' invece il percorso per Paesi con finanze pubbliche piu' fragili, come Francia, Regno Unito, Belgio e diversi Paesi dell'Europa meridionale. Per S&P l'impatto macroeconomico sara' inizialmente modesto, poiche' gran parte dell'aumento della spesa sara' destinata al personale e all'acquisto di equipaggiamenti importati. Gli effetti positivi sul Pil sarebbero invece maggiori se le risorse fossero indirizzate verso ricerca e sviluppo, innovazione, infrastrutture e acquisti dall'industria europea, che oggi rappresentano meno di un terzo della spesa complessiva per la difesa.

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