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Borsa: Europa in bilico tra proposta Iran e tensioni su bond, Milano chiude a +0,6%

Rendimento Treasury da record, il petrolio riduce i cali (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 25 set - La guerra in Medio Oriente, la volatilita' del petrolio che alimenta i timori per l'inflazione e la pressione sui bond continuano a tenere in bilico le Borse europee e Wall Street. Milano chiude in rialzo dello 0,63% sotto i massimi di giornata, perdendo i 52mila punti. Copione simile per le altre principali piazze continentali.

Agli spiragli per una riapertura dello Stretto di Hormuz si accompagna la corsa dei rendimenti dei Treasury Usa con il trentennale sopra la soglia del 5,5% per la prima volta dal 2024. Il petrolio continua a scendere ma ha ridotto i cali, con il Brent sopra i 106 dollari al barile (-0,5%) e il Wti che punta verso i 94 dollari (-0,7%). L'Iran si e' detto pronto a riaprire Hormuz purche' Washington accetti le condizioni inviate a inizio settimana. Fatto sta che i negoziati sono ancora in stallo. Quanto all'atteso vertice tra Donald Trump e Xi Jinping, il tycoon lo ha definito 'molto produttivo', mentre prosegue la visita del presidente cinese a Washington, senza che siano ancora arrivati annunci di rilievo. Gli osservatori parlano di un vertice "di stabilita', non di svolta".

In questo scenario, sui listini europei la spinta arriva da tech e banche. A Piazza Affari, che chiude a +0,6%, e' testa a testa fra Avio (+2,29%) e Technoprobe (+2,24%), a distanza St (+0,52%) in scia a un rinnovato ottimismo sull'intelligenza artificiale. Tra i migliori anche Unicredit (+2,15%), che ha smentito i rumor su un possibile interesse per Banco Bpm (+1,14%). Scivolano in fondo Tim (-2,7%), Tenaris (-1,9%), Amplifon (-1,25%) e Eni (-1,17%). Fuori dal listino principale, tonfo di Banca Ifis -11,2% dopo che il rapporto ispettivo della Banca d'Italia si e' chiuso con giudizio 'parzialmente sfavorevole'.

Sul valutario, le crescenti aspettative di un nuovo aumento dei tassi d'interesse da parte della Fed stanno sostenendo la forza del biglietto verde: l'euro e' tuttavia leggermente risalito a 1,1395 dollari (da 1,1385 in avvio e 1,1377 alla vigilia). Il cross euro/yen invece scende a 179,3 (da 179,97 e 180,6), mentre il cross dollaro/yen e' a 157,33 (da 158,11 e 158,77). Il gas naturale cala del 4% a 72 euro al megawattora.

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