Borsa: non basta effetto Nvidia, Milano chiude a -1,2% con timori stretta Fed
Parigi la peggiore (-1,68%): preoccupano politica e debito (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 27 ago - L'entusiasmo di Wall Street per i conti e le buone prospettive di Nvidia (+7%) non contagia le Borse europee, meno esposte al comparto tech. I listini del Vecchio Continente chiudono cosi' in rosso, con Milano a -1,17%, mentre i timori per un nuovo inasprimento della politica monetaria della Fed pesano sull'umore degli investitori. Ieri infatti i dati Pce americani hanno mostrato un'inflazione ancora elevata, che potrebbe indurre la banca centrale americana ad adottare un'atteggiamento restrittivo sui tassi a settembre. Segnali in questo senso potrebbero arrivare dal simposio annuale di Jackson Hole - al via oggi - e, in particolare, dal discorso di domani di Kevin Warsh, anche se il presidente della Fed finora si e' dimostrato restio a fornire indicazioni in anticipo.
Ad alimentare il nervosismo sui mercati si aggiungono poi i rinnovati timori sul bilancio e la stabilita' politica francese (il Cac e' infatti il peggior indice d'Europa a -1,68%), mentre il primo dibattito presidenziale, previsto in serata, aprira' le danze dello scontro elettorale in vista del voto della prossima primavera. Il tutto, in una giornata in cui gli acquisti si orientano, secondo quanto rilevano gli analisti di Swissquote, soprattutto "sui listini statunitensi (Nasdaq +1%), molto piu' focalizzati sulla tecnologia" rispetto alle loro controparti europee.
Nonostante cio', la spinta dei chip si sente anche a Piazza Affari, dove chiudono Prysmian (+1,60%) e St (+2,29%) trainano un Ftse Mib appesantito dalle vendite. Bene anche Stellantis (+2,58%). Sul fronte opposto chiudono in coda Bpm (-2,12%), Unicredit (-3,17%) ed Hera (-3,32%), in una giornata di cali generalizzati per utility e banche.
Sul valutario, euro/dollaro poco mosso a 1,1652 (da 1,1652 ieri in chiusura). La moneta unica vale anche 185,60 yen (da 185,68), mentre il rapporto dollaro/yen e' a 159,29 (da 159,36). Sul fronte energetico, torna a salire il petrolio, mentre rimangono sotto i riflettori le tensioni in Medio Oriente: il Brent scambia a 88,82 dollari al barile (+1,21%) e il Wti a 82,38 dollari (+0,1%). In rialzo anche il gas naturale ad Amsterdam a 68,2 euro al megawattora (+3,9%). Il bitcoin scambia sopra la soglia degli 80mila dollari a 80.370 (+25), mentre l'oro nella consegna spot e' poco mosso a 4.597 dollari l'oncia (+0,1%).
Cog.
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