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Borsa: Europa giu' tra trimestrali e stallo Hormuz, Milano (+0,5%) tiene con banche ed Eni

+2,4% per il Brent a 110,82 (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 28 apr - Partenza all'insegna della debolezza per le Borse europee, che guardano da una parte alla stagione delle trimestrali e, dall'altra, allo stallo nei negoziati in Iran e ai conseguenti rialzi del greggio. In questo contesto, sono in rosso Parigi (-0,3%), Francoforte (-0,2%), Amsterdam (-0,2%), Londra (-0,1%), mentre si muovono in controtendenza Madrid (+0,4%) e Milano (+0,5%). Intanto, l'Asia e' in rosso, con il Nikkei che ha chiuso a -1,02%, dopo la decisione della Boj di lasciare i tassi invariati. Il verdetto della banca giapponese e' il primo ad arrivare in questa settimana, in cui sono attesi anche quello della Fed (domani) e della Bce (giovedi').

Tornando al Medio Oriente, secondo Axios, Teheran e' pronta a riaprire lo Stretto di Hormuz, in cambio della fine del blocco Usa dei porti iraniani e di garanzie sulla fine degli attacchi, mentre vorrebbe discutere in una fase successiva la questione nucleare. La Casa Bianca sta valutando la proposta (arrivata ieri ai mediatori pakistani), ma tra i funzionari circola scetticismo su un eventuale via libera. Quindi, in attesa di una risposta che, secondo il Wall Street Journal dovrebbe arrivare nei prossimi giorni, il greggio continua a correre (+2,4% per il Brent a 110,82 dollari al barile e +2,06% per il Wti a 98,36 dollari. Nel frattempo, sull'azionario a dettare il ritmo e' la stagione delle trimestrali: in mattinata e' arrivata Barclays (-3% a Londra), mentre sono attesi in Europa Airbus (-0,4% a Parigi) e Bp (+2,6% a Londra) e a Wall Street General Motors e Coca Cola. In questo clima, a Piazza affari il profit warning della competitor Qiagen (che ha reso noti i risultati preliminari) trascina in coda al Ftse Mib Diasorin (-3,11%). Sono in calo anche Recordati (-1,29%) e Fincantieri (-1,06%). Sul fronte opposto, Eni (+2,09%) approfitta dei rialzi del greggio, mentre sale anche St (+1,31%). Gli acquisti premiano poi le banche, complice anche il via libera dei soci al riassetto che portera' Leonardo Maria Del Vecchio a divenire il primo azionista con il 37,5% di Delfin, la finanziaria a capo dell'impero EssilorLuxottica (-0,3% a Parigi) e di quote di spicco in Mps (1,05%), Generali (10%) e UniCredit (0,16%). La corsa di Nexans (+3,58%) a Parigi invece per il momento non contagia Prysmian (piatta a +0,16%). Passando al valutario, l'euro si indebolisce a 1,1694 dollari (da 1,1733 ieri). Lo yen si rafforza dopo la decisione della Boj, cosi' il cross tra divisa unica e moneta giapponese si attesta a 186,35 (186,8) e il dollaro/yen a 159,37 (159,2). In calo il bitcoin a 76.504 dollari (+0,39%). Infine l'oro spot scende sotto i 4.700 dollari l'oncia, a 4.631 (-1,07%). Cog.

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