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Borsa: Europa volatile con scintille di guerra in Iran, Milano tiene con Avio in vetta

Petrolio in rialzo ma senza strappi, Wti in area 90,8 $ (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 28 mag - I nuovi attacchi degli Stati Uniti in Iran e la risposta di Teheran gelano le dichiarazioni ottimistiche della vigilia su un accordo in arrivo e i mercati si affacciano su un'altra seduta all'insegna dell'incertezza e della volatilita'. Sale il prezzo del petrolio, ma senza rally, tornano gli acquisti sul dollaro visto come bene rifugio, aumentano i rendimenti dei bond e scivola l'azionario. Con il greggio in risalita ma sotto i massimi (+2,5% il Brent a 96,6 dollari, +2,4% il Wti a 90,8), aprono in calo le Borse europee ma rallentano subito la discesa, con Milano che ha aperto in flessione dello 0,3% per poi tornare sulla parita', sostenuta dagli acquisti su Avio, St e alcune banche. Segno meno invece per Parigi (-0,3%), Francoforte (-0,15%), Amsterdam (-0,3%) e Londra (-0,7%). Gli effetti sull'economia e sulla crescita della prolungata chiusura dello Stretto di Hormuz sono il nodo da sciogliere: oggi osservati speciali i dati americani sull'inflazione Pce (la misura dei consumi preferita dalla Fed, attesa al 3,8%) e sul Pil (in prima lettura, atteso al 2%), che potranno indicare la rotta per la banca centrale americana, con un rialzo dei tassi che appare sempre piu' probabile. L'azionario europeo quindi ripiega, ma senza strappi. A Milano non si arresta la corsa di Avio che incassa un altro +3,75%9, segue St (+2,43) premiata dagli analisti di Morgan Stanley, mentre Prysmian (+1,2%) incassa il giudizio positivo di quelli di Goldman. Tornano gli acquisti su Mps (+1,1%9 e sulla controllata Mediobanca (+1,4%), mentre indiscrezioni di stampa tornano a parlare di un possibile matrimonio tra Bpm (+0,45%) e Siena. In calo gli altri finanziari, con gli assicurativi in coda (Unipol e Generali perdono oltre l'1%). Poco mosso il lusso, mentre Ferrari recupera uno 0,19%. Sul valutario, tornano gli acquisti sul dollaro, sui massimi da una settimana, con l'euro in calo a 1,1606 sul biglietto verde (da 1,1632 ieri in chiusura) e a 185,15 yen (da 185,3). Prosegue forte il dollaro contro lo yen, a 159,5, in un'area che potrebbe vedere un intervento della Banca del Giappone per favorire gli acquisti sulla divisa giapponese. Sempre debole il Bitcoin che prosegue la sua discesa (-4% a 72.825) in un contesto di debolezza per tutte le criptovalute. Tra i preziosi, i timori inflazionistici spingono al ribasso il prezzo dell'oro, con il contratto spot in flessione dell'1,8% a 3.777 dollari l'oncia, dopo aver toccato i minimi da due mesi. Chi.

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