
Borsa: settembre in rosso tra caro greggio e crollo bond, Milano -2,4%
Nel III trimestre -0,6% per Ftse Mib, balzo oil&gas (+11,5%) (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 30 set - Rientro dalle vacanze turbolento per gli investitori sui mercati finanziari globali, in un settembre segnato dal caro greggio e dall'impennata dei rendimenti obbligazionari, tra i timori per la tenuta dei conti pubblici e le nuove pressioni inflazionistiche, mentre le speranze di una tregua in Medio Oriente sono state piu' volte disattese. Il petrolio ha vissuto un mese fortemente rialzista e volatile con il Brent salito del 14,4% a settembre (+42,4% nel trimestre) e il Wti del 12,8% (39% nel trimestre) in scia alle preoccupazioni per gli approvvigionamenti legate alla chiusura dello Stretto di Hormuz. Ondata di vendite sui mercati obbligazionari che ha spinto i rendimenti a livelli che non si vedevano da anni: il Treasury a 10 anni e' arrivato a sfiorare il 5,3%, ai massimi dal 2007, segnando il maggior rialzo mensile degli ultimi due anni (oltre +51 punti base). Anche in Europa il mese si e' chiuso all'insegna della pressione sui titoli di Stato. Lo spread fra BTp e Bund e' salito sopra i 100 punti base, ai massimi da maggio 2025, nell'ultima seduta di settembre con un ampliamento di 22 punti nel mese. Il rendimento del BTp decennale italiano si e' portato al 4,6%, a ridosso dei massimi toccati nell'ottobre del 2023, e quello del Bund tedesco ha chiuso il mese a 3,58%, mentre l'OaT decennale francese e' salito al 4,84%, sui massimi da 18 anni a questa parte, con uno spread sul Bund tedesco a 128 punti base.
In questo scenario, le Borse europee chiudono con un calo mensile del 2,2% per l'Euro Stoxx 600 (-1,7% trimestrale) con un ribasso del 2,4% per il Ftse Mib, che invece contiene le perdite nel trimestre (-0,6%). La maglia nera va a Parigi (-4,4% a settembre e -5,2% nel trimestre), mentre il Dax archivia un mese in perdita (-4%) ma con un bilancio trimestrale positivo (+0,9%). Madrid si allinea a Piazza Affari (-2,7% nel mese e -0,2% nel trimestre). Le vendite hanno colpito soprattutto i titoli dell'auto (-8,4% a settembre e -1,3%) con un tonfo mensile del 18% (-21% nel trimestre) per Stellantis a Piazza Affari. Trimestre da incorniciare per il settore oil & gas (+11,5%), con guadagni del 2% nell'ultimo mese, che ha visto Eni segnare un +3,1% (+16,3% nei tre mesi). Sotto la lente anche i tecnologici (+2% nel mese e -1,4%) con St in rialzo dell'8,9% a settembre (-27,2% nel trimestre), fra i timori sugli ingenti investimenti del settore che si alternano a nuove ondate di ottimismo.
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