
Borsa: a luglio si sgonfia la bolla dei chip, Milano punisce St (-30%) e Prysmian (-17%)
i segnali sono arrivati prima da Taiwan poi da Seul e Tokyo (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 31 lug - Luglio premia l'Europa e la sua 'old economy' e ridimensiona la supremazia del tech, con la bolla dei chip che e' andata parzialmente sgonfiandosi lungo le ultime quattro settimane. Il polso del mese, comunque, non e' quello di un mercato tranquillo, tra nuovi massimi, brusche correzioni e rapide rotazioni settoriali. Ferme restando le persistenti incertezze sul Medio Oriente e sul petrolio, l'epicentro della volatilita' e' stato l'universo di AI e semiconduttori. Gia' dai conti di meta' mese della taiwanese Tsmc, si e' visto un mercato che ha iniziato a chiedersi quando gli investimenti in data center e chip si tradurranno in flussi di cassa proporzionati. La pressione si e' poi trasferita in Asia, dove il Kospi sudcoreano ha chiuso il mese a -22,2%, la peggiore variazione mensile dalla crisi asiatica del 1997.
Pesante anche anche Tokyo (-8,1%).
In Europa, Milano archivia luglio a +0,9% (+16,1% da inizio anno). Bene Francoforte (+2,5%), Parigi (+1,3%), Amsterdam (+1,8%) e Madrid (+1,6%). Londra, la meno esposta al tech, e' la migliore a +3,5%, sui massimi storici anche grazie all'"effetto Burnham", il nuovo premier laburista che ha sostituito l'ormai logorato Starmer. A Wall Street, invece, Dow Jones sostanzialmente invariato, mentre il Nasdaq cede per il momento il 4,2% aspettando l'ultima chiusura.
A tenere banco a Milano e' stato anche il risiko, con l'interesse per i bancari che si e' riflesso nelle quotazioni: il Ftse Italia all share Bank segna +6% da inizio luglio. A ravvivare il tutto c'e' stata la mossa di Intesa (+9,2%), che ha rilanciato sull'Opa in asse con Unipol (+10,9%) per Mps (+6,5%), che ha sua volta ha reagito con un alleanza con Bpm (+4,4%), sebbene il Credit Agricole - azionista di riferimento della banca milanese - abbia comunicato proprio oggi di non essere stato interpellato sull'operazione, oltre a non vederla di buon occhio. Senza dimenticare Unicredit (+4,3%), con la partita Commerz ormai praticamente vinta e i vertici tedeschi scesi a piu' miti consigli. In Europa tra gli Stoxx 600 settoriali, bene i petroliferi (+9,1%), in coda il tech (-7,3%). +1,2% lo Stoxx 600 complessivo.
A Piazza Affari, Fincantieri e' la migliore (+36,2%). Alle sue spalle Amplifon (+28,2%), regina anche dell'ultima seduta dopo conti superiore alle attese; segue Nexi a +19,8%. Il mercato ha premiato poi Leonardo (+17,5%), mentre il rincaro del greggio ha sostenuto Eni (+16,3%). In coda questo mese St (-29,2%, ma comunque +103% da inizio anno), seguita da Prysmian a -17,7% (ma +39% da inizio 2026).
Sull'Euro Stoxx 50, Wolters Kluwer (+20,3%) e Sap (+17,7%) mostrano come gli acquisti non abbiano abbandonato i software. In coda, invece, Infineon (-24,5%) e Asml (-16,7%), due dei principali simboli europei dei chip. Per le materie prime, Brent a +23,3% sul mese, a 89,9 dollari al barile; +21,9% il Wti a 85,8 dollari. Balza a +34,6% il gas Ttf ad Amsterdam, a 58,9 euro al mwh. Sul valutario, l'euro si e' rafforzato dello 0,8% sul dollaro, passando da 1,1421 a 1,1515 dopo il nulla di fatto della Fed.
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