A Parigi crolla Worldline, pesano i conti del 2024 sotto le attese
La società di pagamenti elettronici ha registrato un secondo semestre più debole del previsto. Giù anche Nexi a Piazza Affari, mentre il governo italiano si è espresso negativamente in merito a una possibile intergazione tra l'azienda italiana e quella francese
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Crolla Worldline alla Borsa di Parigi. Il titolo dello specialista dei pagamenti elettronici è arrivato a cedere oltre il 15%, penalizzato da «un secondo semestre più debole del previsto», come sottolineano gli analisti di Jefferies. La società nel 2024 ha registrato ricavi in crescita dello 0,5% a 4,63 miliardi di euro, mancando i 4,64 miliardi di euro previsti in media dagli analisti. Si tratta di un risultato molto al di sotto delle previsioni iniziali di crescita di almeno il 3%, che sono state ridotte a circa il 2%-3% in agosto e poi a circa l'1% in settembre.
Il gruppo ha però ridotto la perdita netta, portandola a 297 milioni di euro rispetto agli 817 milioni di euro del 2023 e ha sottolineato che tale perdita «è dovuta alla svalutazione del valore contabile delle azioni di Ingenico, vendute più di due anni fa, senza le quali il gruppo avrebbe realizzato un utile netto di 434 milioni». «Il 2024 è stato un anno di trasformazione e rifocalizzazione. Nel 2025, ci prepariamo a riprenderci», ha dichiarato ai giornalisti Gregory Lambertie, direttore finanziario di Worldline, nella conference call. Per quest’anno, infatti, la società prevede «una crescita simile a quella del 2024». Lambertie ha anche evidenziato di poter guardare «al 2025 con fiducia», grazie a «una solida base finanziaria dopo l'emissione di un'obbligazione da 500 milioni di euro e il rimborso di quasi 1 miliardo di euro di debito nel 2024». La società intende inoltre vendere attività, come annunciato nel terzo trimestre, ma non ha specificato quali. Ciò «potrebbe riguardare fino al 10% dei ricavi di Worldline», ha spiegato il direttore finanziario. Contestualmente, la società ha annunciato la nomina di Pierre-Antoine Vacheron come nuovo amministratore delegato.
La debolezza di Worldline contagia anche Nexi a Piazza Affari. Secondo Reuters, il governo italiano, che tramite Cdp detiene il 18,25% di Nexi, si è espresso negativamente riguardo un’ipotesi di integrazione tra la società italiana e la società francese per risollevare le sorti di Nexi, anche perché si prevede che Parigi si opporrebbe ai tagli di personale che questa ipotesi comporterebbe. Gli analisti di Intermonte, in merito alla possibile integrazione, ritengono che «il read across per Nexi sia limitato considerando che per la società francese, in un contesto competitivo comunque sfidante, le traiettorie di crescita passate e prospettiche sono ancora fortemente impattate da problemi specifici della società». Tra questi, i principali riguardano «la cessazione di contratti merchant, i ritardi nello sviluppo di prodotti hardware di nuova generazione e il processo di reinsourcing di un cliente particolarmente rilevante».
