Balneari: Governo, proroga delega, poi decisioni
Il governo avrebbe prospettato come soluzione a Forza Italia e alla Lega di riformulare i loro emendamenti. Il partito azzurro avrebbe replicato dicendo che aspetta l’esito del lavoro del tavolo interministeriale e il confronto con i balneari e poi deciderà il da farsi
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I punti chiave
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Il governo prende tempo per riscrivere le regole sulle spiagge. «Nell’incontro di oggi martedì 24 gennaio, ndr) il governo ha illustrato alla maggioranza le ultime novità emerse dall’ordinanza della Corte di giustizia Europea del 16-1-2023 , che ha deciso di statuire senza trattazione orale sul rinvio pregiudiziale proposto dal TAR Lecce. Si è convenuto di istituire un tavolo interministeriale, nonché di aprire un immediato confronto con le categorie e le istituzioni interessate. Pertanto è necessaria una proroga per l’esercizio da parte del governo della delega». È quanto si legge in una nota del governo dopo l’incontro di maggioranza sul tema delle concessioni per i balneari.
Fonti, governo critico su proroga concessioni
Da ambienti della maggioranza si è appreso, al termine della riunione, che l’esecutivo avrebbe espresso la sua ferma critica all’ipotesi della proroga delle concessioni. Quindi, vista la delicatezza della situazione nei rapporti con l’Europa, il governo avrebbe prospettato come soluzione a Forza Italia e alla Lega di riformulare i loro emendamenti. Il partito azzurro avrebbe replicato dicendo che aspetta l’esito del lavoro del tavolo interministeriale e il confronto con i balneari e poi deciderà il da farsi.
L’inaspettata retromarcia del partito di Giorgia Meloni sul dossier delle concessioni, e la decisione di FI e Lega di tenere fermo il punto, impone la necessità non solo di una mediazione tra i partiti della maggioranza, ma anche quella di non intaccare il rapporto con una delle categorie che il centrodestra ha sempre ritenuto come propria base elettorale, evitando il bis dei benzinai.
Milleproroghe: salgono a 359 gli emendamenti segnalati
Il braccio di ferro sui balneari all’interno della maggioranza, con FdI da una parte e Lega e Forza Italia dall’altra, si sviluppa nell’ambito degli emendamenti al decreto Milleproroghe, all’esame delle commissioni Affari costituzionali e Bilancio del Senato. Sono salite a 359 le proposte di modifica segnalate dai gruppi parlamentari al provvedimento (rispetto alle 1.320 inizialmente presentate). Come si è appreso da fonti parlamentari, quella cifra è il risultato di un nuovo accordo raggiunto fra le varie forze, che precedentemente si erano accordate per un numero massimo di 250 modifiche, ripartite in proporzione a ogni gruppo. L’intesa prevede, inoltre, che entro le 18.30 di martedì 24 gennaio ogni gruppo potrà segnalare eventuali emendamenti da aggiungere o cancellare rispetto a quelli precedentemente indicati, fermo restando il tetto massimo per ciascun gruppo. In particolare, gli accordi prevedono che Fratelli d’Italia ne indicherà 110, il Pd 66, 51 della Lega, 49 dal M5s, 31 da Forza Italia, 16 da Azione-Italia viva, 12 dal gruppo Misto e 10 da parte di Civici d’Italia - Noi moderati e Maie. Al termine della riunione dei capigruppo di palazzo Madama è stato deciso che l’esame del MiIleproroghe da parte dell’Aula al Senato slitta nella settimana tra il 14 e il 16 febbraio.
Il dietrofront di FdI
Se Fdi, Lega e Fi avevano tutti e tre presentato emendamenti che eliminavano il termine del 31 dicembre 2023 come limite di validità delle attuali concessioni per gli stabilimenti balneari, Fdi non ha però inserito il proprio tra i segnalati, il che implica che non verrà discusso e votato. Un dietrofront che molti commentatori hanno spiegato come la volontà del partito della premier di evitare lo scontro con il Consiglio di Stato e con l’Ue, che avevano imposto una data certa per la validità delle attuali concessioni e il passaggio ad un regime di messa a gara. «Abbiamo stilato una serie di emendamenti» sul tema dei balneari «ma abbiamo ora deciso di non segnalare il nostro, dopo che il governo ci ha fatto sapere che vi è un provvedimento in itinere, abbiamo avuto rassicurazioni su quella che resta una questione prioritaria». Così Lavinia Mennuni, senatrice di Fdi.
