Bollette energia, l’impatto sulle imprese: Cig straordinaria a +45%
L’ipotesi di una nuova dose di Cig “scontata” per sostenere imprese e lavoratori contro gli effetti della crisi energetica e del conflitto russo-ucraino
di Marco Rogari e Claudio Tucci
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L’autunno è ormai alle porte e si annuncia carico di scuri nuvoloni per la nostra economia. Con le imprese e le famiglie che sono già alle prese con la nuova impennata dei costi dell’energia e che fanno fatica a difendersi dai morsi dell’inflazione. Che sembra pronta ad accelerare la sua corsa proprio mentre gli italiani si preparano ad andare alle urne per le elezioni anticipate del 25 settembre.
Una tornata elettorale che impedisce al governo dimissionario di allestire nuovi “scudi” per attutire sulle aziende, già in difficoltà, e sui lavoratori, le ricadute del caro-bollette; ma che non impedisce all’esecutivo di valutare la collocazione di un nuovo “dossier Cig” all’interno del solco, peraltro abbastanza ampio, del disbrigo dei cosiddetti “affari correnti” tracciato dopo la presa d’atto di Mario Draghi di non avere più la stessa maggioranza che lo aveva sostenuto nei mesi scorsi e lo scioglimento delle Camere da parte del capo dello Stato.
LO SPORTELLO DEL SOLE 24 ORE / LE STORIE DELLE AZIENDE
Gli ultimi dati Inps
I primi campanelli d’allarme si possono già vedere tra le pieghe degli ultimi dati Inps sulla cassa integrazione: nel periodo gennaio-luglio la Cigs (vale a dire l’ammortizzatore per le difficoltà più strutturali) è schizzata a + 45,65% rispetto allo stesso periodo 2021, interessando soprattutto industria (+35,81%), edilizia (+34,88%), commercio (+103,62%). Un’accelerazione che si è toccata con mano a giugno, dove, rispetto a maggio, la Cigs è cresciuta del 49,8%; ed è proseguita a luglio (+25,2% su luglio 2021 - il confronto mensile nei mesi di luglio e agosto è poco indicativo perché nei mesi estivi tra chiusure aziendali e ferie i dati sugli ammortizzatori sono di solito più contenuti).
Con la ripresa post Ferragosto, quindi, l’eventualità di ricorrere a una sorta di prolungamento dell’ammortizzatore “scontato”, specie per i settori più colpiti dal mix caro energia-materie prime-inflazione, mantenendo un raccordo con la riforma Orlando, sta diventando una chiara necessità. La riforma Orlando, in vigore da gennaio, è già stata puntellata nei mesi scorsi (proprio con la Cig “scontata”, ad esempio), con “deroghe” che sono costate intorno ai 400 milioni. Anche perché, a questi prezzi di bollette e consumi, e in vista di un possibile razionamento del gas, in autunno lo spettro è di dover decidere quali codici Ateco potranno lavorare e quali no. Il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, è stato chiaro sulla necessità per politica e governo uscente di ascoltare l’allarme del mondo produttivo, e di agire subito.



