Bottura Illy chef ambassador: ecco come è nato il blend esclusivo per l’Osteria Francescana
La miscela creata in base alle indicazioni dello chef unisce caffè provenienti da Etiopia (70% per floreale e acidità) Brasile (20% per cioccolato e caramello) e Guatemala (10% per persistenza rotondità)
di Fernanda Roggero
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«L’8 aprile 1993, quasi trent’anni fa, ero a New York e stavo camminando a Soho alla ricerca di un buon caffè espresso. Allora non era semplice, non esisteva ancora nemmeno Starbucks. A un certo punto vedo in lontananza un’insegna Illy e mi ci fiondo. Chiedo un espresso macchiato con schiuma e impiego più di un quarto d’ora a spiegare come lo devono fare. Però il locale è bello, molto curato, di proprietà di un italo-americano. Mi propongo per la cucina. Lo stesso giorno un collega del teatro sperimentale in cui lavorava al tempo consiglia a Lara, mia moglie, di fare un po’ di pocket money al bancone bar di quello stesso locale. Il giorno successivo alle due del pomeriggio eravamo entrambi all’ingresso di Casa Nonna. Da lì è partito tutto…».
Massimo Bottura sorride al ricordo di quel primo incontro. E racconta di come, dai fornelli della cucina aperta, insegnava agli addetti al bar come eseguire con perizia caffè e cappuccini. «Erano un disastro, scaldavano troppo il latte e finivano per bruciarlo». In fondo si può dire che il legame con illycaffè sia nato lì, downtown New York, quando il futuro si vestiva ancora di sogno e nessuno dei due, forse, immaginava dove sarebbe arrivato. Chef tristellato e pluriacclamato lui, collezionista d'arte contemporanea e anima delle iniziative sociali di Food for Soul, la fondazione voluta da entrambi e presente ai quattro angoli del mondo, lei, americana trapiantata nella Bassa.
Oggi il legame con l’azienda triestina di consolida. Bottura è diventato illy Chef Ambassador, il progetto dedicato agli appassionati di caffè e di alta cucina che negli anni ha coinvolto, tra gli altri, Niko Romito, Viki Geunes, Antonia Klugmann, Ciccio Sultano, Rupert Blease, Felipe Rodrigues.
«Sono molti i punti di contatto tra noi e lo chef – conferma Cristina Scocchia, amministratore delegato di illycaffè – condividiamo i valori fondamentali di innovazione, sostenibilità e qualità assoluta, oltre alla passione per l'arte».
Etiopia, Brasile e Guatemala
Come ambassador il cuoco modenese ha creato una miscela esclusiva che per i prossimi quattro anni servirà ai suoi ospiti all’Osteria Francescana, Casa Maria Luigia e al Cavallino di Maranello. Al tavolo conviviale di Casa Maria Luigia, la raffinata dimora creata con Lara nella campagna modenese dove lo sguardo vola da una Marilyn di Andy Warhol alle farfalle di Damien Hirst, Bottura racconta il suo rapporto con il caffè.Il rito del mattino è sempre la moka. «Ci sono due zone d’origine che amo particolarmente – spiega – d’inverno prediligo un gusto più rotondo, con sentori di cioccolato e caramello, una carezza per affrontare il freddo e in questo caso l’origine ideale è il Brasile; da aprile a novembre bevo invece Kenya, per acidità e freschezza. Entrambi non abbondano in caffeina».



