Il debito pubblico

BTp più cari, ma S&P ha fiducia nell’Italia (per ora)

Rendimenti in crescita nell’asta del Tesoro, ma il fenomeno è globale e legato a inflazione e crescita. E gli esperti guardano piuttosto alle decisioni Bce sui riacquisti di titoli

di Maximilian Cellino

La Borsa, gli indici del 13 gennaio 2022

3' min read

3' min read

Torna a crescere il costo del debito italiano all’emissione, come era prevedibile, ma non è il rischio politico ad averlo reso più caro come ha riconosciuto ieri anche S&P Global Ratings. Nella prima asta pubblica vera e propria del 2022 il Tesoro ha infatti collocato BTp per un ammontare di 7 miliardi di euro. Lo ha fatto attirando come di consueto una buona domanda da parte degli investitori, ma dovendo loro concedere rendimenti di maggior sostanza rispetto alle precedenti aste: 24 centesimi in più sul titolo a 3 anni (collocato allo 0,14% e quindi di nuovo in territorio positivo per la prima volta dal 2020) e 29 in più sul settennale (piazzato allo 0,89%).

Rincaro inevitabile

Il ritocco appare per molti aspetti inevitabile, se si tiene conto dell’attuale fase di mercato che vede il livello dei tassi in aumento ovunque. Un riflesso, questo, condizionato dal ritorno della crescita economica dopo lo shock -pandemico e soprattutto dopo l’improvvisa riapparizione dell’inflazione. È in particolare proprio quest’ultimo elemento a condizionare, soprattutto in prospettiva, le decisioni delle banche centrali e di conseguenza i rendimenti obbligazionari. E a dimostrarlo sono anzitutto i movimenti dei titoli «privi di rischio» come il Treasury Usa, i cui rendimenti decennali viaggiano all’1,72% contro l’1,09% di dodici mesi fa. O il Bund tedesco, di tassi ancora vicini allo zero (-0,08%) e quasi 50 centesimi sopra i livelli minimali di inizio 2021.

Loading...

I rischi in più dell’Italia

A questo fenomeno generalizzato l’Italia e i suoi BTp (all’1,29% sulla scadenza decennale rispetto allo 0,55% di un anno fa) rischia di aggiungere due ulteriori elementi di peculiarità: l’incognita politica connessa all’elezione del Presidente della Repubblica e soprattutto al destino di Mario Draghi, l’uomo che rappresenta più di una garanzia per i mercati; e quella legata alla progressiva riduzione degli acquisti da parte della Bce.

LA SALITA DEI RENDIMENTI DECENNALI

Loading...

L’impressione è che fra i due potenziali ostacoli sul cammino del Tesoro il mercato mantenga al momento un atteggiamento piuttosto indulgente nei confronti del risorgere del rischio politico. Il differenziale di rendimento nei confronti della Germania, tradizionale barometro della tensione che aleggia sul Paese, ha dato qualche segno di instabilità, ma il suo valore si è comunque mantenuto finora entro confini accettabili: al momento viaggia a 137 punti base e non lontano dalla quota di inizio anno.

Non temo un aumento significativo dello spread in vista delle elezioni presidenziali e credo anzi che il suo valore si possa mantenere più o meno sui livelli attuali

S&P Global Ratings Sylvain Broyer

«Non temo un aumento significativo dello spread in vista delle elezioni presidenziali e credo anzi che il suo valore si possa mantenere più o meno sui livelli attuali», spiegava Sylvain Broyer, capoeconomista di S&P Global Ratings rispondendo a Il Sole 24 ore durante una conferenza stampa sulle prospettive per l’Italia. Le insidie non mancano di certo: «Una delle priorità del Paese è non mettere a rischio l’alto livello di fiducia generato fra le imprese e i consumatori dall’avvio del processo di riforme innescato dal programma di aiuti europei», ammetteva Broyer, restando tuttavia del parere che «fra i parlamentari non vi sia un forte incentivo per andare a elezioni anticipate» e per questo motivo «abbastanza fiducioso in una situazione di continuità».

L’ottimismo dei mercati

Che il mercato mostri sostanziale ottimismo sul fatto che la sfida per il Quirinale non finirà per sconvolgere lo status quo di stabilità politica e amministrativa del Paese lo pensa anche Ludovico Sapio, European economist di Barclays. «Il rischio di un incidente politico aumenta tanto più la politica fallisce nel trovare un nome che non alteri l’equilibrio della coalizione di governo», avverte tuttavia l’esperto della banca britannica, che ha disegnato un triplice scenario per i BTp in base agli esiti del voto presidenziale.

Il mercato ha fiducia in un intervento Bce qualora lo spread si allargasse eccessivamente, ma non si possono escludere livelli ancora peggiori in caso contrario

Barclays Ludovico Sapio

Nella soluzione migliore, che non prevede un ritorno alle urne e Draghi impegnato al Quirinale o ancora a Palazzo Chigi, anche Barclays si aspetta che nel breve termine lo spread continui ad aggirarsi tra 120 e 150 punti . Lo stesso indicatore potrebbe invece addirittura raggiungere quota 200 nell’ipotesi (ritenuta meno probabile) di voto anticipato senza però Draghi al Quirinale. In questo caso sarebbe poi anche naturale considerare la possibile reazione della Bce: «Pensiamo che il mercato abbia fiducia in un suo intervento qualora lo spread si allargasse eccessivamente, ma non si possono escludere livelli ancora peggiori in caso contrario», riconosce Sapio.

Francoforte, ancora l’ago della bilancia

L’importanza dell’Eurotower appare quindi cruciale in ogni caso, e non necessariamente in un’ottica soltanto immediata. «In fondo - confermava Broyer - il modesto aumento dello spread degli ultimi mesi ha avuto più a che fare con le aspettative di un ridimensionamento degli acquisti netti di titoli da parte della Bce anziché con gli scenari politici italiani». Francoforte rischia insomma di restare ancora una volta l’ago della bilancia per il costo del nostro debito.

Copyright reserved ©
  • Maximilian Cellino

    Maximilian CellinoRedattore

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: italiano, inglese, tedesco

    Argomenti: Mercati finanziari, politiche monetarie, risparmio gestito, investimenti, fonti alternative di finanziamento, regolamento del sistema finanziario

    Premi: Premio State Street 2017 per il giornalista dell'anno - Categoria Innovazione

Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti