Moda&Finanza

Capri pronta a cedere Versace: Prada in campo per l’acquisto

I rumor sulla vendita del marchio sempre più insistenti dopo lo stop alla fusione Capri-Tapestry. Nessun commento dalla maison, che nel 2018 aveva già valutato l’operazione

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Grandi movimenti nel settore della moda internazionale. Il gruppo Prada sta valutando il dossier Versace. In base a indiscrezioni, la società del lusso che fa capo a Miuccia Prada e Patrizio Bertelli e guidata da Andrea Guerra starebbe considerando l’operazione assieme ai suoi advisor. Secondo i rumors, il possibile deal sarebbe seguito, in qualità di advisor di Prada, dalla banca d’affari statunitense Citi.

Versace fa capo dal 2018 alla multinazionale Capri Holdings. Da metà dicembre scorso, sono stati sempre più insistenti i rumors secondo cui proprio Capri sarebbe pronta a cedere Versace, assieme a un’altra griffe del suo portafoglio, cioè Jimmy Choo. Con questo obiettivo Capri Holdings avrebbe affidato un mandato all’investment banking di Barclays per inviare il dossier ai potenziali interessati.

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Interesse globale

L’operazione sarebbe dunque arrivata sul tavolo di Prada, che contattata dal Sole 24 Ore non commenta le indiscrezioni: ora il dossier sarebbe all’esame della società e dei suoi advisor finanziari e legali. Prada però non sarebbe l’unico soggetto in lizza, visto che sarebbero scese in campo anche altre conglomerate della moda, ma soprattutto diversi fondi di private equity. Un anno fa la stessa operazione era stata presa in considerazione anche dalla holding della famiglia Agnelli-Elkann, cioè Exor, e da Kering.

Il nodo della valutazione

Uno dei temi sul tavolo resta la possibile valutazione di Versace, in caso di cessione, in una fase congiunturale momentanea, in cui il settore del lusso sta soffrendo e in cui i multipli delle transazioni non sono più ai livelli di qualche anno fa. Capri Holdings ha acquistato Versace nel 2018 dalla famiglia Versace e dal fondo d’investimento americano Blackstone, mettendo sul piatto circa 1,83 miliardi di euro. Sotto la gestione del gruppo guidato da John D. Idol, il marchio fondato dallo stilista Gianni è cresciuto di dimensioni e ha superato 1,1 miliardi di dollari di fatturato nel 2023. A fermare lo sviluppo è stato però il calo del la domanda globale, specialmente in Cina. Di conseguenza hanno frenato anche i risultati di Versace: nel secondo trimestre il fatturato, pari a 201 milioni di dollari, è diminuito del 28,2% rispetto all’anno precedente. La perdita operativa è stata di 3 milioni di dollari.

Il «rischio monopolio»

Capri Holdings starebbe dunque valutando possibili strade di valorizzazione della griffe italiana, dopo che nel 2024 è andata a monte la fusione tra la stessa Capri (con i propri marchi Michael Kors, Versace e Jimmy Choo) e il gruppo Tapestry (che può annoverare brand come Coach, Kate Spade e Stuart Weitzman): un grande progetto industriale che tuttavia, nello scorso ottobre, è stato fermato da una giudice del Tribunale Federale di New York per scongiurare il rischio di monopolio. L’operazione da 8,5 miliardi di dollari, annunciata nel 2023 e già approvata in Europa, secondo la sentenza del tribunale federale di Manhattan avrebbe indebolito la concorrenza. I due gruppi, infatti, avrebbero avuto in un unico conglomerato il 59% della propria fascia di mercato.

Tramontata l’operazione di fusione con Tapestry, negli ultimi mesi c’è stato un ulteriore seguito su Versace. Capri Holdings, secondo i rumors, avrebbe affidato un incarico a Barclays per la valorizzazione di alcuni dei propri marchi in portafoglio, tra cui il marchio della Medusa.

Polo del lusso italiano

Una potenziale integrazione fra Prada e Versace, secondo alcune banche d’affari, avrebbe grande senso industriale. La maison guidata da Miuccia Prada e Patrizio Bertelli, che è quotata a Hong Kong e che ha valutato nei mesi scorsi anche un dual listing a Piazza Affari, potrebbe accelerare sulla creazione di un polo del lusso italiano. È la seconda volta nel giro di una decina di anni che Prada guarda a Versace. Già nel 2018, al momento del passaggio di Versace a Capri Holdings con l’uscita del fondo di private equity Blackstone, Prada aveva considerato il dossier, per poi declinare l’interesse.

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